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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29126/2022 del 22/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva ai sensi dell'art. 671 c.p.p. tra più condanne a suo carico (elencate nell'ordinanza impugnata), sostenendo che i reati fossero della stessa specie, commessi in un limitato arco temporale, in un ristretto ambito geografico e talvolta con lo stesso complice; censurava altresì l'erronea applicazione dell'art. 81 c.p. e la carenza/manifesta illogicità della motivazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il giudice dell'esecuzione ha correttamente escluso la continuazione perché mancava l'elemento della "anticipata e unitaria ideazione" delle condotte: i reati non erano del tutto omogenei, erano stati commessi in luoghi diversi, con modalità differenti e in alcuni casi in concorso con terzi; inoltre la ricorrente non ha fornito allegazioni specifiche e puntuali atte a dimostrare la programmazione unitaria dei delitti. La Corte ha precisato che la mera contiguità temporale, l'identità della specie del reato o l'abitualità a delinquere non sono di per sé sufficienti e che la detenzione intermedia non esclude di per sé la continuazione. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che consente il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; la Corte ha richiamato l'esigenza che sussista l'anticipata e unitaria ideazione dei reati (identità del disegno criminoso) e ha ritenuto che tale condizione non fosse dimostrata nei fatti di causa

  • art. 81 cod. pen.

    Principio sulla continuazione del reato (cumulo materiale o applicazione della continuazione); la Corte ha osservato che per applicare l'art. 81 è necessario accertare la preordinazione unitaria delle condotte e distinguere questa dall'aberrazione consistente nella mera tendenza a delinquere

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme sui motivi di impugnazione in Cassazione; la ricorrente ha invocato tali lettere per lamentare errore di diritto e insufficienza/manifesta illogicità della motivazione, ma la Corte ha ritenuto le censure generiche e non efficaci a sovvertire la valutazione del giudice dell'esecuzione

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione in sede esecutiva è necessario dimostrare non solo la somiglianza dei reati, ma l'anticipata e unitaria ideazione: i delitti dovevano essere programmati, almeno nelle linee essenziali, già al momento del primo fatto
  • Indici utili per accertare il disegno criminoso sono la tipologia e l'omogeneità dei reati, il bene giuridico offeso, le modalità operative comuni, la contiguità spaziale e temporale, la sistematicità e la presenza degli stessi complici; tuttavia nessun indice è da solo decisivo
  • La mera contiguità cronologica, l'identità della specie dei reati o la tendenza abituale a delinquere non bastano per configurare la continuazione: serve un'onesta e specifica allegazione probatoria, soprattutto in sede esecutiva
  • La detenzione o altra misura cautelare subita tra reati non esclude automaticamente la continuazione, ma il suo effetto va valutato congiuntamente agli altri indicatori e non può sostituire la dimostrazione della progettazione unitaria
  • In sede esecutiva l'onere di allegazione gravante sull'istante è stringente: bisogna indicare elementi concreti e non generiche affermazioni affinché il giudice possa riconoscere la continuazione

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