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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36435/2025 del 07/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso avverso la conferma in appello della condanna per il reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.), deducendo che la condotta doveva essere inquadrata nel sistema informale di trasferimento di valori 'hawala' e che non era stata dimostrata la provenienza illecita della somma di euro 199.380,00. Ha censurato l'assenza di individuazione della tipologia del delitto presupposto e l'insufficienza degli elementi per qualificare la sua condotta come attività tipica di riciclaggio (la mera detenzione/possesso del denaro non integra di per sé le operazioni previste dall'art. 648-bis).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio consolidato secondo cui, per la configurabilità del reato di riciclaggio, è necessario individuare almeno la tipologia del delitto presupposto (anche se non occorre ricostruirne tutti gli estremi fattuali). Ha rilevato l'assenza, nella motivazione del giudice di merito, di indicazioni sufficienti circa la possibile provenienza delittuosa della somma e circa quale delle ipotesi previste dall'art. 648-bis fosse stata concretamente realizzata. Per tali carenze ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Bologna per un nuovo giudizio, con indicazione di motivare in modo adeguato la tipologia del reato presupposto e le ragioni per escludere che il ricorrente abbia concorso nel reato presupposto (clausola di riserva).

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    Per la configurabilità del reato di riciclaggio è necessario che il delitto presupposto sia individuato almeno nella sua tipologia; inoltre la fattispecie concreta deve essere ricondotta a una delle condotte tipiche (sostituzione, trasferimento o altre operazioni dirette ad occultare la provenienza del denaro). La mera detenzione o possesso non è sufficiente.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Il ricorso non era formalmente specificato tra le ipotesi elencate dall'art. 606, ma la Corte di Cassazione ha comunque esaminato il motivo sulle sue esigenze di merito, ritenendolo fondato. Ciò segnala che questioni sostanziali possono essere valutate anche se non perfettamente inquadrate nei soli motivi tipici.

Massime di principio

  • Per contestare il reato di riciclaggio è necessario che l'accusa individui almeno la tipologia del reato presupposto; l'assenza di tale indicazione rende la motivazione insufficiente e può portare all'annullamento.
  • La mera detenzione di ingenti somme di denaro, senza elementi che colleghino il denaro a specifiche operazioni di sostituzione, trasferimento o occultamento, non integra automaticamente il reato di riciclaggio.
  • Se il difensore prospetta spiegazioni alternative (es. sistema hawala, risparmi legittimi), il giudice deve confrontare tali elementi e motivare il perché le spiegazioni lecite sono ritenute inadeguate o implausibili.
  • La clausola di riserva prevista dall'art. 648-bis impone che sia anche valutata l'eventuale partecipazione dell'imputato nel reato presupposto; se la partecipazione non è esclusa e non è provata, occorre spiegare la ragione del convincimento.
  • In sede di cassazione, questioni rilevanti di merito possono essere esaminate anche se non perfettamente inquadrate tra i motivi formali, purché emergano profili di illegittimità o carenze motivazionali significative.

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