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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36816/2023 del 05/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per furto di energia elettrica aggravato dal mezzo fraudolento e deducono: (1) la mancata condizione di procedibilità per assenza di querela, dovendo il reato essere divenuto procedibile a querela a seguito del d.lgs. n. 150/2022, con conseguente esclusione dell'aggravante e riqualificazione del fatto in appropriazione indebita; (2) carenza degli elementi oggettivi e soggettivi del furto perché l'energia sarebbe stata erogata spontaneamente dalla società dopo la scadenza contrattuale; (3) omessa o errata valutazione di documentazione di bolletta che dimostrerebbe credito a favore dell'utente; (4) violazione del divieto di reformatio in peius e eccessività della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile e fondato il primo motivo: il d.lgs. n. 150/2022 ha reso il reato di furto procedibile a querela e tale disciplina, più favorevole, opera retroattivamente. Dal fascicolo non risulta querela valida e la Procura ha confermato che non è stata mai proposta querela dalla persona offesa. Perciò l'azione penale non può proseguire per difetto di querela. La sentenza impugnata è annullata senza rinvio; gli altri motivi restano assorbiti.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Ha modificato il regime di procedibilità rendendo il reato di furto, come contestato, procedibile a querela; la modifica, essendo più favorevole, opera retroattivamente sui fatti anteriori alla sua entrata in vigore e può essere invocata dai ricorrenti che hanno proposto ricorso dopo l'entrata in vigore.

  • art. 624 cod. pen. (furto)

    Norma che definisce il reato di furto; la sentenza richiama la necessità del requisito soggettivo e oggettivo del delitto rispetto alla qualificazione contestata.

  • art. 625, primo comma, n. 2, cod. pen. (aggravante del mezzo fraudolento)

    Aggravante applicata nel merito per l'uso di un "mezzo fraudolento"; i ricorrenti contestavano l'applicabilità sostenendo che non vi fu manomissione o allaccio abusivo ma una fornitura proseguita dalla società erogatrice.

  • art. 597 cod. proc. pen. (divieto di reformatio in peius)

    Richiamato dai ricorrenti per censurare un peggioramento della posizione sanzionatoria in grado di appello; la Corte ha ritenuto comunque assorbiti gli altri motivi dopo l'annullamento per difetto di querela.

Massime di principio

  • Se una norma intervenuta in senso favorevole muta il regime di procedibilità (es. rende un reato procedibile a querela), tale mutamento può operare retroattivamente e può essere invocato dagli imputati quando il ricorso è proposto dopo l'entrata in vigore della riforma.
  • Quando il nuovo regime di procedibilità richiede la querela e dal fascicolo non risulta una querela valida, l'azione penale è improseguibile e la sentenza di condanna può essere annullata senza rinvio per difetto della condizione di procedibilità.
  • L'assenza di querela deve essere verificata formalmente (documentazione di Procura/nota) e non può essere sanata automaticamente: la mancanza è causa di estinzione o non procedibilità dell'azione penale se prevista dalla legge.
  • Le questioni sulla qualificazione del fatto (furto vs appropriazione indebita) e sull'applicabilità di aggravanti (es. "mezzo fraudolento") restano rilevanti ma diventano ininfluenti se viene accertato il difetto di querela; tuttavia andranno valutate con attenzione probatoria quando la procedibilità non è in discussione.
  • Se un imputato propone ricorso prima dell'entrata in vigore della riforma che muta la procedibilità, potrebbe non beneficiare della retroattività se nel frattempo si è già formato giudicato sostanziale; i tempi di proposizione dell'impugnazione sono quindi decisivi.

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