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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31889/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al calcolo della pena: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza relativa all'entità della pena e ha rideterminato direttamente la pena in mesi 11 e giorni 10 di reclusione (correggendo l'errore matematico della Corte d'Appello). Per il resto la sentenza d'appello è confermata, inclusa la declaratoria di non doversi procedere per il capo A ai sensi dell'art. 10 c.p.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per presunta violazione dell'art. 442 c.p.p., sostenendo che la Corte d'Appello di Torino ha erroneamente calcolato la riduzione di un terzo prevista per il rito abbreviato, determinando la pena in mesi 11 e giorni 20 di reclusione invece che in mesi 11 e giorni 10. In precedenza la Corte d'Appello, intervenendo in sede di rinvio, aveva inoltre dichiarato non doversi procedere per il capo A per difetto della condizione di procedibilità di cui all'art. 10 c.p. e aveva rideterminato la pena complessiva tenendo conto della continuazione e della diminuente per il rito abbreviato.

Norme richiamate

  • art. 10 cod. pen.

    La Corte d'Appello ha ritenuto che, per il capo A, mancasse la condizione di procedibilità; la Cassazione ha confermato l'effetto di esclusione del procedimento rispetto a quel capo.

  • artt. 477 e 482 cod. pen.

    Sono i reati inizialmente ascritti al capo A (tra gli addebiti per i quali era stata pronunciata responsabilità), oggetto della valutazione sulla condizione di procedibilità.

  • art. 497-bis, comma secondo, cod. pen.

    Reato ascritto al capo B nell'impianto accusatorio confermato nel resto dalla Corte.

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Norma sul rito abbreviato e sulla riduzione di pena di un terzo; il ricorso denunciava una errata applicazione pratica (calcolo) di tale riduzione e la Cassazione ha corretto l'errore aritmetico.

  • art. 23 del d.l. n. 137 del 2020 (disposizione sulla trattazione scritta)

    Il procedimento è stato trattato per iscritto ai sensi di questa disposizione; il Sostituto Procuratore generale ha formulato conclusioni scritte per l'annullamento limitato al calcolo della pena.

Massime di principio

  • Se il ricorso in Cassazione riguarda un mero errore aritmetico nel calcolo della pena (senza coinvolgere valutazioni di merito), la Corte può annullare senza rinvio e rideterminare direttamente la pena.
  • Nel calcolo della pena complessiva va rispettato l'ordine corretto delle operazioni: esclusione di eventuali capi o aumenti non dovuti, determinazione della pena complessiva residua e solo successivamente applicazione della diminuzione prevista per il rito abbreviato (es. un terzo).
  • Una declaratoria di "non doversi procedere" per difetto della condizione di procedibilità (art. 10 c.p.) elimina il relativo capo dal computo della pena e deve essere considerata prima della quantificazione definitiva della sanzione.
  • Il difensore può proporre ricorso per cassazione anche per errori di calcolo della pena; se l'errore è evidente e meramente matematico la correzione è agevole da parte della Corte di Cassazione senza necessità di rinvio.
  • La trattazione scritta (art. 23 d.l. n.137/2020) può essere utilizzata per chiudere il procedimento in Cassazione quando le questioni sono prevalentemente di diritto o di calcolo e non richiedono discussione orale.

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