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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33492/2023 del 31/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per errore di fatto contro la sentenza n. 39774/2022 della Seconda sezione penale della Cassazione che aveva dichiarato manifestamente infondata la doglianza della difesa. La censura del ricorrente era che la Corte d'appello di Bologna aveva considerato sussistente e rilevante per la qualificazione della recidiva due precedenti condanne, mentre quei precedenti erano già stati dichiarati estinti (ai sensi dell'art. 445, comma 2, c.p.p.) con provvedimenti definitivi del marzo 2011 del Tribunale di Reggio Emilia; la Cassazione non avrebbe invece tenuto conto di tale dato documentale e si sarebbe fondata su giurisprudenza che considera ostativa l'esclusione dell'estinzione quando esista una seconda condanna nel quinquennio; il ricorso affermava inoltre che la Corte non aveva considerato l'orientamento della Corte costituzionale (ordinanza n. 101/2019) sull'irrevocabilità della declaratoria di estinzione.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato accolto. La Corte ha ritenuto che la Cassazione avesse commesso un errore percettivo non avendo rilevato un dato documentale chiaro (il certificato del casellario che attestava la declaratoria di estinzione delle precedenti condanne ai sensi dell'art. 445, comma 2, c.p.p.) e che, perciò, la decisione fosse viziata. Di conseguenza: annullata la sentenza n. 39774/2022 della Cassazione limitatamente ai capi 89-sexies e 89-decies; annullata senza rinvio la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 17/12/2020 nella parte relativa ai medesimi reati perché estinti per prescrizione; disposta la trasmissione degli atti ad altra sezione del giudice di merito per la prosecuzione del processo e per la rideterminazione della pena ove necessario, poiché dalla documentazione disponibile non risultava determinabile la quota di pena attribuita ai due reati estinti.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto; il rimedio è ammesso per errori percettivi identificabili in una fuorviata rappresentazione documentale e non per valutazioni giuridiche o giudizi di merito

  • art. 445, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede l'estinzione del reato per decorso di tempo e condizioni previste; la declaratoria di estinzione determina l'estinzione del reato e degli effetti penali anche ai fini della recidiva

  • art. 676 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'interpretazione della Corte costituzionale (ordinanza n. 101/2019) secondo cui la declaratoria di estinzione è irrevocabile anche se successivamente emergano fatti che farebbero ritenere la commissione di altri reati nel periodo

  • art. 106, secondo comma, codice penale

    Stabilisce che l'estinzione del reato comporta l'estinzione degli effetti penali anche ai fini della recidiva; la Corte ha richiamato tale norma per affermare che precedenti estinti non possono essere conteggiati per la qualificazione della recidiva

  • art. 620, comma 1, lett. l, cod. proc. pen. (come modificato dalla legge 23/06/2017 n. 103)

    Norma che disciplina i casi in cui la Corte di cassazione può annullare senza rinvio e, in casi limitati, rideterminare la pena; la Corte ha ritenuto non applicabile tale potere nel caso di specie perché era necessaria l'istruzione del merito per rideterminare la pena attribuibile ai reati estinti

Massime di principio

  • La declaratoria di estinzione del reato ai sensi dell'art. 445, comma 2, c.p.p. impedisce che la precedente condanna sia utilizzata ai fini della recidiva: se esiste un provvedimento definitivo che dichiara l'estinzione, quel precedente non rileva per aumentare i termini di prescrizione o per la qualificazione della recidiva
  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è lo strumento appropriato per far correggere errori di fatto costituiti da omissioni o svista su dati documentali pacifici nel fascicolo processuale; non è invece idoneo a rimettere in discussione valutazioni giuridiche o di merito
  • La Corte di cassazione può annullare una decisione quando abbia omesso di considerare un dato documentale decisivo; in tali ipotesi la correttezza formale della decisione può essere rimessa in discussione come errore percettivo e il ricorso straordinario può essere accolto
  • Quando l'annullamento riguarda reati estinti per prescrizione, la Corte può annullare senza rinvio la statuizione relativa a quei reati, ma se la rideterminazione della pena complessiva richiede ulteriori accertamenti di merito occorre rinviare il procedimento al giudice di merito
  • Difesa e difensori devono curare la produzione e l'evidenziazione certificata di provvedimenti di estinzione (certificato del casellario, provvedimenti del giudice dell'esecuzione) già in fase di gravame e ricorso, poiché la mancanza o l'errata considerazione di tali atti può determinare l'insorgenza di vizi correggibili con il rimedio straordinario

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