Ordinanza n. 3257/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento A) Provvedimento prot. n. 0010877 del 04.06.2024 del Comune di San Prisco, notificato al ricorrente in data 11.07.2024, con il quale, in riferimento alla pratica edilizia presentata in data 05.02.2023 ed acquisita al prot. comunale n.2305 e successiva integrazione del 29.03.2024 prot.n.6514, avente ad oggetto richiesta del Permesso di Costruire per la realizzazione di un complesso residenziale in via Sant’Agnese, il Dirigente Area LL.PP. e Urbanistica del Comune di San Prisco ha comunicato al ricorrente che: ”la Commissione Edilizia Comunale, nella seduta del 22.04.2024 verbale n. 38, ha espresso parere favorevole, subordinando il rilascio del Permesso di Costruire all’assegnazione di ulteriori alloggi da parte della Provincia/Regione, considerato il dimensionamento del PTCP e del PUC”; B) Parere della Commissione edilizia comunale del 22.04.2024 Verbale n. 38 per la parte in cui, con riferimento alla richiesta di P.d.C. del ricorrente di cui sopra, ne ha subordinato il rilascio “all’assegnazione di ulteriori alloggi da parte della Provincia/Regione, considerato il dimensionamento del PTCP e del PUC”; C) Tutti gli atti preordinati connessi e conseguenziali; D) In via subordinata, ove necessario in ipotesi di non creduta definitività del provvedimento impugnato sub A), ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., per l’annullamento del silenzio-inadempimento serbato dal Comune di San Prisco sulla istanza tesa ad ottenere Permesso di costruire per la realizzazione di un complesso residenziale in via Sant’Agnese, presentata in data 05.02.2023 ed acquisita al prot. comunale n.2305 e successiva integrazione del 29.03.2024 prot.n. 6514 e per la nomina del Commissario ad acta; E) nonché per il risarcimento dei danni.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Mancata esecuzione della sentenza del TAR n. 7409 pubblicata il 13 novembre 2025
Esito
La controversia
L'ente ricorrente, già parte di un giudizio concernente il diniego o la subordinazione del rilascio di un permesso di costruire per la realizzazione di un complesso residenziale, ha chiesto la nomina di un commissario ad acta per l'esecuzione della sentenza n. 7409 del 2025. La richiesta è stata notificata e depositata il 13 marzo 2026. Dal testo non emerge il contenuto dispositivo della sentenza da eseguire né l'esatto inadempimento imputato al Comune di Capua.
La decisione
Il TAR non ha proceduto all'immediata nomina del commissario ad acta, ritenendo non eccessivo il tempo trascorso dalla notifica del titolo giudiziale. Ha assegnato al Comune di Capua un termine di 60 giorni per adempiere. Ha tuttavia disposto fin d'ora che, decorso inutilmente tale termine, sarà nominato commissario ad acta il Dirigente del Settore Edilizia della Provincia di Caserta, con facoltà di subdelega, il quale dovrà provvedere entro i successivi 60 giorni. L'ordinanza non definisce ulteriori profili sul risarcimento del danno o sull'impugnazione degli atti edilizi indicati nell'originaria epigrafe.
Norme richiamate
art. 31 c.p.a.
Richiamato nell'originaria domanda subordinata relativa all'azione avverso il silenzio; il testo dell'ordinanza non ne sviluppa l'interpretazione.
art. 117 c.p.a.
Richiamato nell'originaria domanda subordinata relativa al silenzio-inadempimento e alla nomina del commissario ad acta; l'ordinanza dispone invece un termine per l'adempimento del giudicato.
Massime di principio
- Nel giudizio volto all'esecuzione di un titolo giudiziale, quando il tempo trascorso dalla notificazione della sentenza non è ritenuto eccessivo, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere prima dell'effettiva operatività della nomina del commissario ad acta.
- Il giudice può nominare fin d'ora il commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione e stabilendo un ulteriore termine per l'esecuzione sostitutiva.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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