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Sentenza

Sentenza n. 13533/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento -previa tutela cautelare - -PROVVEDIMENTO DI DINIEGO DEL VISTO PER MOTIVI DI LAVORO SUBORDINATO.

Giustizia amministrativa202413127

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di diniego del visto d'ingresso per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare. Nelle more della trattazione della domanda cautelare, il MAECI ha rilasciato al ricorrente il visto richiesto e ne ha depositato copia in giudizio. Il ricorrente non ha formulato contestazioni rispetto a tale sopravvenienza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il rilascio del visto richiesto ha integralmente soddisfatto l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente e ha quindi fatto venir meno l'interesse a una pronuncia di annullamento del diniego. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione del massiccio flusso di richieste di visto gravante sulla competente rappresentanza diplomatica e della particolare complessità dell'iter procedimentale.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il rilascio, nelle more del giudizio, del titolo amministrativo richiesto dal ricorrente soddisfa l'interesse sostanziale azionato e determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'impugnazione del precedente diniego, con conseguente improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta soddisfazione dell'interesse del ricorrente non comporta necessariamente la condanna dell'amministrazione alle spese: il giudice può compensarle integralmente quando ricorrano giusti motivi, quali il sovraccarico dell'amministrazione competente e la complessità dell'iter procedimentale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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