Cassazione Penale, Sentenza n. 18124/2024 del 08/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che li aveva condannati per distrazione di somme dalla societa' fallita "Genia Immobiliare s.r.l." limitando la responsabilita' a euro 24.000 (due assegni da 12.000 ciascuno) versati da Mingolla Claudio. Contestavano il travisamento della prova (soprattutto le dichiarazioni del teste Mingolla), la mancata prova del dolo, la mancata motivazione su specifici punti (elemento soggettivo e quantificazione della pena) e chiedevano il riconoscimento dell'attenuante della speciale tenuita' del danno patrimoniale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto inammissibili alcuni motivi perche' versati in fatto o non devoluti all'appello, ha giudicato infondato il motivo relativo all'elemento soggettivo e ha escluso il travisamento decisivo della prova sulla base del verbale d'udienza. Ha rilevato che gli errori materiali di indicazione dei nomi nella motivazione dell'appello non incidono sulla decisione. Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti condannati alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
artt. 216 e 223 legge fallimentare
Riferite come norme di riferimento per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione; la Corte ha valutato la sussistenza del dolo generico necessario per tale fattispecie.
art. 219 legge fallimentare
Richiamata in relazione alla possibile attenuante o rilevanza della tenuita' del danno patrimoniale; la Corte ha ritenuto che la questione non fosse stata valorizzata in appello e quindi non poteva essere sollevata in cassazione.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per la condanna delle spese a carico dei ricorrenti a seguito del rigetto del ricorso.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Richiamato nei termini di principio sulla possibilita' di censurare vizi di motivazione in cassazione; la Corte ha ricordato i limiti del sindacato di legittimita' sulla valutazione probatoria.
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato per precisare che il principio del 'oltre ogni ragionevole dubbio' e' parametro valutabile principalmente in sede di merito e non puo' essere utilizzato per una nuova valutazione delle prove in cassazione salvo manifesta illogicita' della motivazione.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina liberamente il merito delle prove: puo' censurare il travisamento della prova solo se emerge una discrepanza decisiva tra la motivazione e gli atti processuali (travisamento con portata decisiva).
- Contraddizioni o confusione nelle dichiarazioni di un teste non determinano automaticamente l'annullamento: se il giudice di merito ha valutato la credibilita' e la ricostruzione appare coerente con gli atti, la Cassazione non interviene.
- Nel reato di bancarotta fraudolenta per distrazione il dolo richiesto e' dolo generico: non e' necessaria la consapevolezza dello stato d'insolvenza della societa', ma la volontà consapevole di destinare il patrimonio sociale a fini diversi.
- Errori meramente materiali nella motivazione (es. indicazione sbagliata di nomi) non comportano automaticamente l'annullamento quando il senso della decisione e la corrispondenza con i motivi di gravame risultano chiari.
- Le questioni non sollevate in sede di appello e non rilevabili d'ufficio non possono essere dedotte per la prima volta in cassazione; il motivo relativo alla tenuita' del danno deve essere tempestivamente formulato in grado di merito per essere esaminato.
- Chi impugna in cassazione deve formulare motivi di diritto e non si limita a chiedere una rielaborazione dei fatti: le censure di fatto sono spesso dichiarate inammissibili se consistono nella semplice richiesta di diversa valutazione delle prove.
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