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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17208/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in due motivi: (1) violazione dell'art. 41 cod. pen. e vizio di motivazione per la presunta assenza di nesso causale tra l'installazione del caminetto e l'incendio, con censura della valutazione delle prove peritali e dell'interpretazione della carbonizzazione e delle temperature di autoaccensione; (2) erronea applicazione dell'art. 40 cod. pen. e vizio di motivazione in relazione alla ritenuta posizione di garanzia del legale rappresentante, sostenendo che la societa' "Progetto Enitech s.r.l.s." aveva nominato un "responsabile tecnico" (Rossano Giovanni Carminati) investito delle competenze tecnico-professionali previste dalla legge n.46/1990 e dal d.m. n.37/2008, sicché la mera sottoscrizione della dichiarazione di conformità da parte del legale rappresentante non poteva automaticamente fondare responsabilità penale a suo carico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il primo motivo inammissibile e ha accolto il secondo: ha affermato che la normativa (legge n.46/1990 e d.m. n.37/2008) consente la nomina di un responsabile tecnico e che il titolare/legale rappresentante privo di competenze può delegare le attività tecniche. Ne consegue che la mera sottoscrizione della dichiarazione di conformità non determina automaticamente responsabilità penale, salvo che il titolare abbia le competenze tecniche per verificarla o si sia concretamente sostituito/interferito nell'attività del responsabile tecnico, o sussistano profili di "culpa in eligendo" o "culpa in vigilando". Per tali ragioni la sentenza impugnata è annullata e la causa rinviata per un nuovo giudizio volto a verificare se la nomina del responsabile tecnico fosse dovuta, se il ricorrente si sia effettivamente ingerito nei lavori o abbia omesso di vigilare o aver scelto maestranze non qualificate.

Norme richiamate

  • art. 41 cod. pen.

    Invocato dal ricorrente per contestare il nesso causale; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura sul nesso causale, richiamando che il giudice puo' aderire alle conclusioni del perito d'ufficio purché abbia considerato le argomentazioni del consulente di parte e che solo l'evidente e inconfutabile fallacia delle conclusioni peritali giustifica la cassazione

  • art. 40 cod. pen.

    Rilevante per la posizione di garanzia: la responsabilità penale per colpa richiede che fosse concretamente esigibile dal titolare dell'impresa il rispetto della regola cautelare; ove l'imprenditore abbia legittimamente delegato a un responsabile tecnico, la responsabilità non scatta automaticamente dalla sola sottoscrizione della dichiarazione di conformità

  • legge 5 marzo 1990 n. 46

    "l'esercizio di tali attività sia subordinato al possesso dei necessari requisiti tecnico-professionali"

    Stabilisce che l'imprenditore deve possedere requisiti tecnico-professionali ma consente la nomina di un responsabile tecnico qualora l'imprenditore non li possieda; la nomina trasferisce al preposto la responsabilità tecnica concreta, salvo doveri di scelta e vigilanza del titolare

  • d.m. 22 gennaio 2008 n. 37

    "se l'imprenditore individuale o il legale rappresentante, ovvero il responsabile tecnico da essi preposto con atto formale, è in possesso di tali requisiti professionali"

    Attua la legge n.46/1990 e prevede che l'abilitazione dell'impresa puo' fondarsi sul possesso dei requisiti da parte del responsabile tecnico nominato; attribuisce al responsabile tecnico funzioni progettuali e di verifica integrante la dichiarazione di conformità

  • art. 7 d.m. n. 37/2008 e art. 9 legge n. 46/90

    "la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati" e "il progetto" fanno parte integrante della dichiarazione di conformità

    La documentazione tecnica redatta dal responsabile tecnico costituisce parte integrante della dichiarazione di conformità; la presenza di tali documenti sottoscritti dal responsabile tecnico rafforza l'idea di delega tecnica effettiva

Massime di principio

  • La nomina formale di un responsabile tecnico (ai sensi di legge n.46/1990 e d.m. n.37/2008) può escludere la responsabilità penale automatica del legale rappresentante privo di competenze tecniche, purché la delega sia reale e il titolare abbia adempiuto al proprio obbligo di scelta e vigilanza
  • La mera sottoscrizione della dichiarazione di conformità non è di per sé fonte automatica di responsabilità penale: occorre valutare se il legale rappresentante aveva la competenza per verificarne il contenuto o se si è concretamente sostituito al tecnico preposto
  • La responsabilità del titolare può emergere per "culpa in eligendo" (scelta di un responsabile privo di requisiti) o per "culpa in vigilando" (mancata verifica che il responsabile tecnico svolgesse correttamente i compiti), non per la sola firma formale
  • In tema di valutazione peritale, la Corte di merito può aderire alle conclusioni del perito d'ufficio se ha considerato le osservazioni del consulente di parte; il vizio di motivazione in Cassazione sussiste solo se emerge una palese e inconfutabile fallacia delle conclusioni tecniche recepite
  • Nella valutazione del nesso causale contano elementi convergenti quali tempistica, collocazione dei danni, dichiarazioni dei testimoni e rilievi dei Vigili del Fuoco; la contestazione tecnica deve dimostrare in modo chiaro l'insussistenza del nesso per ottenere il favore della Cassazione

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