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Sentenza

Sentenza n. 1636/2026 - Firenze, Sezione 1

per l’ottemperanza della Sentenza n. 281/2023 - RG n. 174/2023 – pubblicata il 16/06/2023, emessa dal Tribunale di Siena, Sez. lavoro.

Giustizia amministrativa202502370

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena n. 281/2023, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti per gli anni scolastici 2020/21, 2021/22 e 2022/23, con condanna del Ministero al pagamento di euro 500,00 per ciascuna annualità, oltre interessi legali. Il ricorso è stato notificato il 22 agosto 2025, dopo la notificazione del titolo al Ministero ai fini esecutivi, avvenuta il 26 giugno 2024. Nel corso del giudizio il Ministero ha eseguito integralmente la sentenza nel marzo 2026. La ricorrente ha quindi chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna del Ministero alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la pretesa della ricorrente era stata integralmente soddisfatta nelle more del giudizio mediante l'esecuzione della sentenza civile. Ha tuttavia posto le spese a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale, poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso di ottemperanza. Il giudice ha inoltre verificato che il titolo era passato in giudicato e che, prima dell'avvio dell'esecuzione, era stato rispettato il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Le spese sono state liquidate in euro 800,00, oltre oneri e accessori, rimborso del contributo unificato e distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5 c.p.a.

    La piena soddisfazione della pretesa azionata nelle more del giudizio comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 14, comma 1 d.l. n. 669/1996

    Prima dell'avvio dell'esecuzione nei confronti di un'amministrazione debitrice deve essere rispettato il termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.

  • l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, il cui riconoscimento era stato disposto dal giudice ordinario.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione del giudicato da parte dell'amministrazione nelle more del processo determina la cessazione della materia del contendere, perché la pretesa sostanziale azionata è stata pienamente soddisfatta.
  • Quando l'amministrazione esegue il giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso di ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico secondo il principio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.
  • L'azione esecutiva nei confronti di un'amministrazione debitrice può essere avviata, nel caso considerato, solo dopo il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 dalla notificazione del titolo esecutivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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