Cassazione Penale, Sentenza n. 23534/2023 del 30/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame di Torino del 15/09/2022 che aveva rigettato i loro ricorsi avverso i decreti di sequestro probatorio emessi dalla Procura Europea (4 e 29/08/2022). Contestano l'insieme delle motivate affermazioni del riesame: che i fatti configurerebbero evasione IVA (art. 5 d.lgs. 74/2000) e reati collegati (tra cui 416 c.p. per associazione, art. 648-ter e 648-ter1 c.p. per riciclaggio/autoriciclaggio), la valutazione del regime fiscale applicabile (es. regime speciale Isole Canarie e rilevanza dell'accertamento fiscale spagnolo), la presunta carenza o inesattezza degli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, la sussistenza del fumus del reato associativo e dei reati tributari, nonché la motivazione relativa al sequestro della somma di euro 20.000 attribuita solo a Giuseppe Maffione. Denunciano inoltre violazioni di norme di diritto processuale penale e della Direttiva IVA 2006/112.
La decisione
La Corte ha rigettato i ricorsi. In parte li ha dichiarati inammissibili (richiami all'art. 606, comma 3 e art. 325 c.p.p.) e, in ogni caso, li ha ritenuti manifestamente infondati nelle censure sulla presunta mancanza di motivazione e sulle questioni fiscali. La Corte ha rilevato che il Tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la sussistenza del fumus del reato di associazione (art. 416 c.p.) e dei reati tributari (art. 5 d.lgs. 74/2000) in relazione alla totale evasione dell'IVA sulle vendite a distanza ai consumatori italiani, ricostruendo l'applicazione delle regole di territorialità dell'IVA e delle soglie per le vendite a distanza (Directive 2006/112 e norme nazionali). Ha inoltre ritenuto legittimo il sequestro probatorio delle banconote (euro 20.000) per finalità istruttorie, qualora adeguatamente motivate la pertinenza e le esigenze probatorie (es. verifica dei numeri di serie). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 416 cod. pen.
Riconosciuta la sussistenza del fumus per il reato associativo in relazione agli elementi investigativi; il Tribunale del riesame ha esaminato e motivato la questione nelle pagine indicate.
art. 5 d.lgs. 74/2000
Ritenuta la configurabilità del reato tributario per la totale evasione dell'IVA sulle vendite online ai consumatori italiani; la Corte ha confermato la corretta applicazione della norma da parte del riesame.
art. 648-ter cod. pen.
Usata per sostenere la contestazione di riciclaggio/autoriciclaggio collegata ai proventi delle condotte fiscali, con valutazione del nesso tra somme trovate e reato.
Direttiva 2006/112 (art. 6 e art. 33)
Richiamata per il principio della territorialità IVA e per la disciplina delle vendite a distanza: le vendite on line a consumatori italiani possono essere rilevanti nello Stato di destinazione se superata la soglia, cosa che il riesame ha ritenuto dimostrata.
D.P.R. n. 633/1972 (art. 2-bis e art. 6, comma 7)
Richiamate per l'adeguamento del diritto interno alla disciplina comunitaria sulle operazioni intracomunitarie e vendite a distanza; il riesame ha applicato tali disposizioni nel ricostruire la territorialità dell'IVA.
d.l. n. 331/1993 (art. 38-bis e art. 40, comma 3)
Richiamate in relazione a disposizioni che incidono sulla disciplina delle operazioni e delle soglie rilevanti per l'IVA nelle vendite a distanza, come richiamato dal riesame.
artt. 253, 254, 254-bis cod. proc. pen.
Citate dai ricorrenti come presunte violazioni in ordine alla natura e finalità del sequestro; la Corte ha ritenuto la censura generica e ha ritenuto che il tribunale abbia motivato l'utilità probatoria del sequestro.
art. 321 cod. proc. pen.
Richiamato nella giurisprudenza citata: differenzia la finalità probatoria dal sequestro a scopo special-preventivo, sottolineando che quest'ultimo andrebbe perseguito con strumenti diversi.
art. 325 cod. proc. pen.
Invocato per i limiti di impugnazione: la Corte ha ricordato che il ricorso ex art. 325 può essere proposto solo per violazione di legge e non per vizi di illogicità motivazionale non dedotti come violazioni di legge.
art. 606, comma 3 cod. proc. pen.
Riferito ai motivi di inammissibilità del ricorso: la Corte ha rilevato che alcune censure non erano proposte nei limiti consentiti e quindi inammissibili.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicata per la condanna alle spese processuali in favore della parte resistente a seguito del rigetto dei ricorsi.
Massime di principio
- Le censure sull'"illogicità" della motivazione sono spesso inammissibili in Cassazione se prospettate come vizi di fatto e non come violazioni di legge: bisogna contestare specifiche violazioni normative per ottenere ammissibilità
- Quando il sequestro riguarda denaro contante, occorre che l'ordinanza motivi sia il nesso di derivazione o pertinenza tra le somme e il reato sia le specifiche esigenze probatorie (es. verifiche sui numeri di serie): motivazioni generiche possono portare all'annullamento
- In materia IVA e vendite a distanza tra Stati UE, il criterio della territorialità puo' invertire la rilevanza nell'ordinamento nazionale: superate le soglie di protezione, le cessioni possono essere tassabili nello Stato di destinazione
- Le questioni relative all'applicazione di regimi fiscali esteri (es. regime speciale Isole Canarie) richiedono un confronto probatorio concreto con la motivazione giurisdizionale; ripetere asserzioni senza controargomentare la motivazione del giudice non è efficace in Cassazione
- Per contrastare un sequestro probatorio motivato in relazione alla finalità istruttoria, è necessario dimostrare l'assenza totale del nesso e delle esigenze probatorie concrete indicate dal giudice, non limitarsi a contestazioni generiche
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