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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24733/2023 del 17/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (consorzio di bonifica)

La controversia

La controversia nasce dall'impugnazione di un avviso di liquidazione con cui il consorzio richiedeva a una proprietaria di fondo agricolo il contributo di bonifica per l'anno 2016, pari a euro 1.263,44. La pretesa riguardava una contribuzione articolata in una quota fissa e in una quota variabile di esercizio/consumo. La CTP aveva accolto solo in parte il ricorso della contribuente, ritenendo illegittima la quantificazione della quota variabile perché, in assenza di contatori, il consorzio aveva calcolato il consumo sulla base delle categorie catastali anziché delle colture effettive previste dal regolamento. La CTR aveva confermato, affermando che la quota fissa è dovuta per l'inclusione del fondo nel catasto irriguo salvo prova contraria del mancato beneficio, mentre la quota di esercizio richiede di distinguere tra fondi con contatori e senza contatori; in quest'ultimo caso, però, non vi sarebbe certezza del consumo effettivo e non sarebbe legittimo addebitare consumi diversi da quelli realmente effettuati. Con l'unico motivo di ricorso il consorzio ha denunciato violazione e falsa applicazione delle norme in tema di bonifica e del regolamento consortile, sostenendo che la quota variabile fosse legittimamente determinata secondo il piano di classifica e il regolamento, che prevedono, per i fondi privi di contatori, una stima del consumo basata sulla destinazione colturale e su tre fasce predeterminate di idroesigenza.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha ricostruito la disciplina dei contributi consortili da bonifica e del servizio irriguo, richiamando il principio per cui il presupposto impositivo è il beneficio fondiario derivante dalla disponibilità irrigua. Ha distinto, in base al piano di classifica e al regolamento consortile, tra quota fissa, dovuta per la potenzialità del servizio anche senza effettivo utilizzo, e quota variabile o di esercizio, legata all'erogazione e al consumo stimato secondo le modalità regolamentari. Ha ritenuto che, poiché i fondi erano inclusi nel perimetro di contribuenza e la pretesa era fondata su una presunzione di coltura rientrante in una determinata fascia, spettasse alla contribuente dimostrare di avere praticato una coltura diversa da quella presunta. Ha quindi enunciato principi di diritto che valorizzano la legittimità del riparto tra quota fissa e quota variabile e l'onere del contribuente di contrastare la presunzione regolamentare anche in assenza di contatori. Il dispositivo finale non è riportato nel testo fornito, ma dalla formula "Ne consegue l'accoglimento del" emerge l'accoglimento del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    "violazione e falsa applicazione"

    norma processuale richiamata come parametro del motivo di ricorso per cassazione relativo a violazione di legge

  • art. 3 c.c.

    richiamato tra le norme asseritamente violate dal ricorrente, senza specifica autonoma elaborazione

  • art. 860 c.c.

    i proprietari dei beni situati nel perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire alla spesa per bonifica ed esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono

  • art. 10 r.d. 13 febbraio 1933, n. 215

    richiamato quale fonte della disciplina dei contributi consortili di bonifica

  • art. 58 r.d. 13 febbraio 1933, n. 215

    il perimetro di contribuenza è reso pubblico mediante trascrizione

  • art. 117 Cost.

    la materia bonifica coinvolge competenza regionale residuale, competenza esclusiva statale in tutela dell'ambiente e competenza concorrente in governo del territorio

  • art. 12 L.R. Campania 25 febbraio 2003, n. 4

    richiamato dal ricorrente tra le fonti regionali applicabili ai contributi consortili

  • art. 21 del Regolamento della Regione Campania per la gestione e conservazione degli impianti irrigui consortili

    in assenza di contatori, la quota variabile va calcolata secondo la divisione in tre fasce per tipo di coltura

  • art. 19 del Regolamento del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno

    prevede il contributo irriguo dovuto dagli utenti per le spese di gestione non coperte da finanziamento pubblico

  • art. 20 del Regolamento del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno

    distingue spese fisse e spese variabili nella gestione e nell'esercizio degli impianti irrigui

  • art. 24 del Regolamento del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno

    nelle more della dotazione di contatori, le spese di esercizio sono ripartite in base ai prelievi o, per le aree in attrezzamento, in base alla coltura ordinaria e all'idroesigenza

Massime di principio

  • Nei contributi consortili per il servizio irriguo il presupposto impositivo è il beneficio fondiario derivante dalla disponibilità irrigua, non il mero dato formale della soggezione del fondo a contribuenza.
  • Quando un piano di classifica approvato dall'autorità competente disciplina il riparto dei contributi consortili, il contribuente che voglia escludere la quota fissa deve provare di non avere tratto alcun vantaggio dalle opere o dal servizio.
  • Per la quota variabile o di esercizio, la stima del consumo può essere effettuata secondo le modalità previste dal regolamento consortile anche in mancanza di contatori, utilizzando criteri presuntivi collegati alla coltura e all'idroesigenza.
  • Se il consorzio dimostra l'inclusione del fondo nel perimetro di contribuenza e fonda la pretesa su criteri regolamentari di stima del consumo, spetta al contribuente provare che la coltura effettivamente praticata è diversa da quella presunta.
  • La distinzione tra quota fissa e quota variabile è compatibile con la disciplina dei consorzi di bonifica: la prima copre i costi di potenzialità e manutenzione del servizio, la seconda i costi di erogazione e distribuzione dell'acqua.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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