Cassazione Penale, Sentenza n. 34163/2025 del 17/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: (1) vizio di motivazione e travisamento della prova relativo all'attendibilita' delle dichiarazioni della persona offesa in relazione al reato di violenza sessuale; (2) analoga censura sull'attendibilita' delle stesse dichiarazioni rispetto al reato di maltrattamenti in famiglia; (3) mancata applicazione della disciplina del concorso apparente di norme (art. 15 c.p.), deducendo che il reato di maltrattamenti sarebbe dovuto essere assorbito nel reato di violenza sessuale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure sull'attendibilita' della persona offesa fossero generiche e prive della specificita' richiesta in sede di legittimita', posto che la valutazione della credibilita' e' questione di fatto non sindacabile salvo manifesti vizi logici o contraddizioni insanabili; la sentenza impugnata conteneva una motivazione analitica e congrua sulla attendibilita' e sui riscontri. Quanto al terzo motivo, la Corte ha rilevato assenza di specificita' nella deduzione dell'assorbimento: per l'assorbimento ex art. 15 c.p. occorre piena coincidenza e strumentalita' esclusiva delle condotte al fine della violenza sessuale, mentre nel caso erano emerse condotte autonome (es. per gelosia). Conseguenze: inammissibilita' del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, ammenda di euro 3.000 alla cassa delle ammende per colpa nella determinazione della causa di inammissibilita', e rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato (liquidate dalla Corte d'appello).
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
comma 1, lett. b) e lett. e)
La Corte ha richiamato il limite del sindacato di legittimita': la valutazione di attendibilita' delle dichiarazioni e' questione di fatto non riconsiderabile salvo manifeste contraddizioni, congetture o travisamento palese della prova
art. 15 cod. pen.
Il principio relativo al concorso apparente di norme: l'assorbimento del reato di maltrattamenti nella violenza sessuale opera solo se vi e' piena coincidenza e strumentalita' esclusiva delle condotte alla realizzazione della violenza sessuale; in presenza di autonome condotte di maltrattamento non vi e' assorbimento
artt. 81, 572, 609-bis, 609-ter cod. pen.
art. 81 comma finale; art. 572 (lesioni?), art. 609-bis e 609-ter (violenza sessuale e circostanze)
Norme sostanziali cui erano afferite le imputazioni di maltrattamenti e violenza sessuale; richiamate per descrivere il quadro di reato oggetto del giudizio ma non rilette in termini interpretativi particolari nella decisione di inammissibilita'
D.P.R. 115/2002
Norme sul patrocinio a spese dello Stato e sulla liquidazione delle spese che la Corte ha disposto siano rimborsate dalla parte condannata, con decreto della Corte d'appello
Massime di principio
- In Cassazione e' molto difficile rimettere in discussione la valutazione della credibilita' delle vittime: occorre dimostrare manifeste contraddizioni o ragionamenti congetturali del giudice di merito, non semplici divergenze di interpretazione.
- Le dichiarazioni della persona offesa possono reggere da sole la condanna se il giudice di merito fornisce una motivazione analitica sulla credibilita' soggettiva e sull'attendibilita' intrinseca del racconto; non sono sempre necessari riscontri esteriori integrali.
- Per invocare l'assorbimento ex art. 15 c.p. bisogna provare che tutte le condotte offensive siano esclusivamente strumentali alla realizzazione di un unico reato: la mera affermazione della vittima non e' sufficiente se emergono anche atti autonomi (percosse, ingiurie, ecc.).
- I motivi di ricorso generici, atomistici o privi di specifica indicazione degli errori del giudice di merito sono destinati all'inammissibilita'. Bisogna focalizzarsi su contraddizioni chiare, travisamenti puntuali della prova o violazioni di legge direttamente rilevanti in sede di legittimita'.
- Un ricorso manifestamente infondato o privo di lauti argomenti puo' comportare sanzioni economiche (spese, ammende) per il ricorrente.
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