Cassazione Civile, Sentenza n. 34276/2025 del 27/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Entrambi i ricorsi riguardavano l'intimazione di pagamento n. 06820159070875450000 per TIA anno 2004 (importo €18.903,62). L'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ADER) impugnava in Cassazione la sentenza di appello (CTR Lombardia) che aveva annullato la pretesa per prescrizione; il condominio impugnava separatamente la conferma del rigetto in primo grado. L'ADER ha proposto il ricorso per cassazione ma era assistita da avvocato del libero foro senza il patrocinio dell'Avvocatura dello Stato, in violazione del Protocollo e della normativa di riferimento; il condominio contestava, inoltre, la legittimazione processuale del soggetto (Lonati) che aveva rappresentato il condominio in alcuni atti, e successivamente in atti è emersa una sentenza penale di condanna per sostituzione di persona a carico di Lonati. La Corte ha quindi valutato preliminarmente questioni di rappresentanza e interesse processuale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso n. 2743/2018 (propagato dall'ADER) per difetto di rappresentanza valido davanti alla Corte di legittimità: nelle controversie concernenti l'attività di riscossione davanti alla Corte di Cassazione è obbligatorio il patrocinio dell'Avvocatura dello Stato salvo specifica deliberazione motivata, assente nel caso concreto. Per effetto di tale inammissibilità il precedente accoglimento della prescrizione da parte della CTR (sentenza n. 2650/2017) è passato in giudicato. L'altro ricorso (n. 27384/2018) è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il giudicato favorevole al condominio rendeva irrilevante la pronuncia richiesta; il controricorso dell'ADER nel secondo procedimento è anch'esso inammissibile per lo stesso difetto di rappresentanza. Le spese sono compensate. Inoltre, in relazione al ricorso n. 2743/2018, è disposto l'ulteriore versamento del contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, DPR 115/2002, dato che la parte era assistita da avvocato del libero foro non soggetto a prenotazione a debito.
Norme richiamate
d.lgs. 546/1992
art. 18, art. 51, art. 53
Richiamate nelle doglianze sull'applicazione del giudicato e sulla disciplina del processo tributario; il giudice ha considerato rilevante l'articolazione delle eccezioni ma ha risolto la causa su questioni preliminari di rappresentanza e interesse piuttosto che sul merito fiscale.
codice civile
artt. 2946 e ss. (prescrizione), artt. 1230-1235
La CTR aveva accolto la prescrizione decennale/quinquennale; la Cassazione non ha riesaminato nel merito il termine di prescrizione perché ha deciso i ricorsi per vizi processuali e per intervenuta decisività del giudicato.
codice di procedura civile
art. 112, art. 132, art. 360 (c. 1, nn. 3 e 4 e n.5), art. 100, art. 324, art. 295, art. 337
Gli articoli sono stati invocati come fondamento per i motivi di cassazione (vizi motivazionali, omesso esame di questioni decisive, nullità della motivazione). La Corte ha ritenuto però prevalenti le questioni di ammissibilità previste dallo stesso codice (difetto di rappresentanza/autorizzazione e mancanza di interesse) e non ha pronunciato sul merito sostanziale dei motivi.
DPR 29 settembre 1973, n. 602
Citate dall'AdER in relazione alla legittimità della pretesa tributaria; la Corte non ha risolto il merito fiscale alla luce della declaratoria di inammissibilità dei ricorsi.
d.lgs. 112/1999
Riferimenti normativi richiamati dall'AdER nella contestazione del termine prescrizionale e della titolarità dell'obbligo tributario; interpretati in connessione con la disciplina della riscossione ma non decisivi dopo la declaratoria di inammissibilità.
R.D. n. 1611/1933 e Protocollo d'intesa 22/06/2017 tra ADER e Avvocatura Generale dello Stato
Protocollo par. 3.4 e 3.2
La Corte ha richiamato l'obbligo, nelle liti di riscossione avanti alla Cassazione, del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato salvo specifica e motivata deliberazione dell'ente che giustifichi l'avvalimento di liberi professionisti; la mancanza di tale autorizzazione ha reso inammissibile il ricorso dell'ADER.
Cass. SS.UU. n. 30008/2019 e Cass. n. 27639/2024
Giurisprudenza richiamata quale principio consolidato: il patrocinio dell'Avvocatura dello Stato è la regola per l'ADER in Cassazione e la difesa con avvocati del libero foro è residuale e subordinata ad espressa e motivata deliberazione.
art. 13 DPR 115/2002
comma 1-quater (introdotto dall'art. 1, comma 17, L. n. 228/2012)
La Corte ha disposto per il ricorrente che ha usato un difensore del libero foro (e quindi non prenotato a debito) l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.
Massime di principio
- Nelle controversie relative all'attività di riscossione davanti alla Corte di Cassazione, l'Avvocatura dello Stato deve assumere in via ordinaria il patrocinio dell'ente di riscossione; l'uso di un difensore del libero foro senza autorizzazione motivata rende inammissibile il ricorso per difetto di rappresentanza.
- La declaratoria di inammissibilità per vizi di rappresentanza o per sopravvenuta carenza di interesse impedisce alla Corte di Cassazione di esaminare il merito sostanziale (es. la prescrizione del credito): il giudicato favorevole a una parte resta efficace e può determinare la perdita di interesse dell'altra parte a proseguire il giudizio.
- Se una sentenza di merito diventa definitiva a favore del resistente e dichiara l'estinzione del credito (es. per prescrizione), le successive impugnazioni possono essere dichiarate inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse, anche se permangono questioni processuali sulla legittimazione della rappresentanza.
- La prova di fatti rilevanti (es. sentenza penale che accerta sostituzione di persona) può essere prodotta, ma diventa superflua se la controversia viene risolta su questioni di ammissibilità o giudicato passato in giudicato; tuttavia tali elementi possono essere utili in altri contesti per far valere responsabilità o nullità di atti.
- Le spese possono essere compensate quando la decisione è basata su questioni processuali preliminari e non su apprezzamento di merito, specialmente se entrambe le parti hanno avuto esiti parimenti rilevanti in termini di inammissibilità.
- Chi agisce in Cassazione deve verificare preventivamente i presupposti di rappresentanza e l'interesse ad agire: mancanza di poteri del rappresentante o assenza di autorizzazione per il patrocinio pubblico espongono al rigetto per inammissibilità.
- Anche se emergono successivamente fatti che incidono sulla legittimazione di chi ha agito (es. condanna penale per sostituzione di persona), la Corte può decidere la causa su bas i di questioni preliminari (rappresentanza/giudicato) senza entrare nel merito di tali fatti.
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