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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30749/2025 del 15/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

I difensori di fiducia di due imputati hanno proposto un unico motivo comune, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 129 c.p.p. Sostenevano che la corte d'appello, nel definire il giudizio con la procedura di concordato sui motivi di appello ex art. 599-bis c.p.p., avrebbe dovuto verificare d'ufficio se ricorressero i presupposti per il proscioglimento per insussistenza del fatto oppure per la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La doglianza mirava dunque a contestare la mancata valutazione di cause di proscioglimento nonostante l'accordo raggiunto in appello sulla pena e sull'accoglimento parziale dei motivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha rilevato che, nel giudizio definito ex art. 599-bis c.p.p., sono ammissibili soltanto censure attinenti alla formazione della volontà di aderire al concordato, al consenso del Procuratore generale e alla eventuale difformità della sentenza rispetto all'accordo; sono invece precluse le doglianze relative a motivi rinunciati o alla mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. Poiché i ricorrenti avevano lamentato proprio quest'ultimo profilo, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende, ritenendosi non esclusi profili di colpa nella proposizione delle impugnazioni.

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    La Corte ribadisce che, nel contesto del concordato in appello, non è deducibile in cassazione la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. se tale verifica è incompatibile con i motivi rinunciati in funzione dell'accordo.

  • art. 599-bis c.p.p.

    La norma consente alla Corte d'appello di decidere in camera di consiglio quando le parti chiedono l'accoglimento concordato, in tutto o in parte, dei motivi di appello con rinuncia agli altri; tale scelta ha effetti preclusivi anche sul giudizio di legittimità per le questioni rinunciate.

  • art. 131-bis c.p.

    La richiesta di verifica della particolare tenuità del fatto è stata ritenuta non deducibile in cassazione perché rientrante tra le questioni precluse dal concordato in appello.

  • art. 589 c.p.p.

    È richiamato come norma procedurale per le forme della richiesta di concordato sui motivi di appello.

  • legge 23 giugno 2017, n. 103

    È indicata come fonte della modifica processuale che ha introdotto l'art. 599-bis c.p.p. e le preclusioni connesse al concordato in appello.

Massime di principio

  • Nel giudizio definito con concordato sui motivi di appello ex art. 599-bis c.p.p., il potere dispositivo delle parti limita non solo il perimetro della cognizione del giudice di secondo grado, ma anche le questioni proponibili in cassazione.
  • Sono inammissibili le doglianze che investono motivi espressamente rinunciati in funzione dell'accordo sulla pena, anche quando tali questioni siano rilevabili d'ufficio.
  • La mancata valutazione da parte del giudice di merito delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. non è deducibile in cassazione se l'impugnazione si colloca nell'ambito di un concordato in appello validamente concluso.
  • L'ammissibilità del ricorso contro la sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p. resta circoscritta a vizi che riguardano la formazione del consenso, il consenso del pubblico ministero o la difformità della decisione rispetto all'accordo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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