Sentenza n. 2775/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento - del decreto di revoca del nulla osta rilasciato in favore del lavoratore Farhat Nidhal, avente n. prot. n. P-NA/L/Q/2023/325497 emesso in data 28.05.2025 dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Napoli; - di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale se comunque lesivo per gli interessi del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, entrato in Italia sulla base di un nulla osta e di un visto validi, aveva segnalato la propria presenza e si era presentato allo Sportello Unico per l'Immigrazione per la stipula del contratto di soggiorno, depositando la documentazione in suo possesso. Il datore di lavoro originario non si era presentato né aveva prodotto la documentazione richiesta. Dopo il preavviso di revoca, il ricorrente aveva comunicato la propria disponibilità al subentro di un nuovo datore di lavoro e, prima dell'adozione del provvedimento, aveva documentato l'assunzione da parte di altra impresa. Ha dedotto la violazione delle garanzie partecipative, dell'art. 22 del d.lgs. 286/1998 e della circolare n. 3836 del 2007, nonché difetto di istruttoria e motivazione, eccesso di potere, lesione del legittimo affidamento e violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza. In particolare, ha sostenuto che le omissioni del datore di lavoro originario non potevano essere imputate al lavoratore, il quale era entrato legittimamente in Italia, lavorava stabilmente per un nuovo datore e aveva comunicato tempestivamente tale circostanza all'amministrazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca del nulla osta. Ha ritenuto che la buona fede del lavoratore straniero, l'ingresso legittimo in Italia sulla base di un nulla osta efficace e l'assunzione, durante la validità del nulla osta, da parte di un nuovo datore di lavoro determinino una condizione soggettiva meritevole di tutela. L'amministrazione non poteva applicare automaticamente e meccanicisticamente la revoca per la mancata presentazione del datore di lavoro originario, ma avrebbe dovuto svolgere un'istruttoria effettiva e bilanciare gli interessi coinvolti, considerando la nuova occupazione documentata e valutando la possibilità di consentire la permanenza del lavoratore mediante il rilascio di un permesso di soggiorno collegato al nuovo rapporto di lavoro. Le omissioni del datore originario non potevano essere addossate al lavoratore. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 22 d.lgs. 286/1998
La disciplina del nulla osta e dell'ingresso per lavoro subordinato deve essere applicata considerando la posizione del lavoratore straniero in buona fede e le circostanze sopravvenute, tra cui l'assunzione da parte di un nuovo datore di lavoro, senza imputargli automaticamente le omissioni del datore originario.
circolare n. 3836 del 2007
È richiamata dal ricorrente quale parametro della disciplina amministrativa applicabile, senza che la sentenza ne espliciti autonomamente il contenuto.
Massime di principio
- La revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato non può essere applicata automaticamente per la mancata presentazione o collaborazione del datore di lavoro originario quando il lavoratore straniero abbia agito in buona fede e sia entrato legittimamente in Italia.
- Prima di revocare il nulla osta, l'amministrazione deve svolgere un'istruttoria concreta e bilanciare gli interessi coinvolti, considerando le circostanze sopravvenute comunicate dall'interessato prima della decisione.
- L'assunzione del lavoratore straniero, durante la validità del nulla osta, da parte di un nuovo datore di lavoro costituisce una circostanza rilevante che l'amministrazione deve valutare ai fini della permanenza regolare dello straniero e dell'eventuale rilascio del permesso di soggiorno.
- Le omissioni o l'irreperibilità del datore di lavoro originario non possono essere automaticamente imputate al lavoratore straniero in buona fede, soprattutto quando questi abbia adempiuto agli oneri a suo carico e abbia documentato un positivo inserimento lavorativo.
- Il potere amministrativo di revoca deve essere esercitato nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, evitando che la misura incida in modo sproporzionato sulla posizione del lavoratore legittimamente entrato e successivamente occupato.
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