Cassazione Penale, Ordinanza n. 03242/2025 del 27/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Dal testo non emerge il reato contestato né l’esito di merito della vicenda, ma solo che il controllo di legittimità non ha superato il vaglio di ammissibilità per la genericità delle doglianze sul trattamento punitivo.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La decisione riguarda un ricorso per cassazione proposto dall'imputato contro la sentenza della Corte d'appello di Bari del 3 ottobre 2023. Dai passaggi riportati emerge che il ricorso censurava in modo generico il trattamento sanzionatorio, in particolare il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la quantificazione della pena. La Corte rileva però che l'appello aveva riguardato solo le attenuanti generiche e che la sentenza impugnata era sorretta da motivazione sufficiente e non illogica, con adeguato esame delle deduzioni difensive. I motivi sono dunque ritenuti non consentiti in sede di legittimità perché generici e manifestamente infondati.
Massime di principio
- In sede di legittimità non sono ammissibili censure generiche contro il trattamento sanzionatorio quando la sentenza impugnata dia conto, in modo sufficiente e non illogico, delle ragioni del diniego delle attenuanti generiche e della determinazione della pena.
- Se il ricorso si limita a riproporre contestazioni apodittiche o non specifiche su circostanze attenuanti generiche e pena, senza confrontarsi con la motivazione della decisione impugnata, esso è inammissibile.
- La Corte di cassazione può dichiarare inammissibile il ricorso quando i motivi non si confrontano con il contenuto effettivo della decisione di merito e risultano manifestamente infondati.
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