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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4934/2025 del 06/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibile il loro ricorso diretto avverso il decreto di rigetto del Gip (Tribunale di Potenza) relativo a un'istanza ex art. 115-bis c.p.p. volta a ottenere la cancellazione di riferimenti a responsabilità dei ricorrenti in un'ordinanza che aveva applicato misure cautelari ad altri. I ricorrenti sostengono che la Corte avrebbe dovuto qualificare il loro ricorso come opposizione ai sensi dell'art. 568, comma 5 c.p.p. e disporne la trasmissione al Presidente del Tribunale per la decisione; l'omessa trasmissione e la declaratoria di inammissibilità sarebbero un errore materiale o di fatto correggibile con il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'art. 115-bis c.p.p., introdotto dalla cosiddetta "Riforma Cartabia", prevede un rimedio specifico: in caso di rigetto dell'istanza al Gip l'unico rimedio esperibile è l'opposizione al Presidente del Tribunale (entro i termini e nelle forme previste), sicché il ricorso diretto in Cassazione non era ammissibile. Inoltre la mancata qualificazione del ricorso come opposizione e la mancata trasmissione non costituiscono errore materiale o di fatto, ma una valutazione giuridico-interpretativa (errore di giudizio) esclusa dal rimedio straordinario ex art. 625-bis. La Corte ha inoltre osservato che una decisione diversa in un caso analogo non trasforma la valutazione in errore materiale. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali; non è stata irrogata sanzione pecuniaria per mancanza di colpa nella presentazione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 115-bis c.p.p.

    Prevede la procedura per la correzione di provvedimenti con affermazioni di colpevolezza su soggetti estranei: il giudice provvede con decreto entro 48 ore; contro il rigetto l'unico rimedio è l'opposizione al Presidente del Tribunale (entro 10 giorni), non il ricorso diretto in Cassazione

  • art. 591, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Norma che giustifica l'inammissibilità in Cassazione di provvedimenti non impugnabili in quella sede; la Corte l'ha invocata per escludere la procedibilità del ricorso in Cassazione

  • art. 568, comma 5 c.p.p.

    Richiamata dai ricorrenti come possibile base per qualificare il ricorso come opposizione e disporne la trasmissione al Tribunale; la Corte ha ritenuto che la qualificazione e la trasmissione siano valutazioni discrezionali che non costituiscono automaticamente un errore materiale

  • art. 625-bis c.p.p.

    Rimedio straordinario per correggere errori materiali o di fatto nelle decisioni giudiziarie; la Corte ha ritenuto non applicabile il rimedio perché la mancata trasmissione era frutto di valutazione giuridico-discrezionale (errore di giudizio), escluso dall'ambito di applicazione dell'art. 625-bis

Massime di principio

  • Se la legge prevede un rimedio speciale e tassativo (es. opposizione al Presidente del Tribunale per i provvedimenti ex art. 115-bis), non è possibile aggirarlo con un ricorso diretto in Cassazione: l'impugnazione va esercitata nel rimedio specificamente previsto
  • Il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è limitato agli errori materiali o di fatto; non corregge valutazioni di diritto o scelte discrezionali del giudice (errori di giudizio)
  • L'omessa qualificazione di un'impugnazione e la mancata trasmissione ad un giudice diverso possono costituire errore rimediabile solo se si tratta di un'omissione evidente e puramente materiale, non di una scelta interpretativa
  • La presenza di pronunce discordanti su casi simili non trasforma automaticamente una decisione in errore materiale correggibile: le divergenze di diritto rilevano in altri strumenti (es. ricorso per contrasto) ma non giustificano il ricorso straordinario per errore di fatto
  • Quando la norma disciplina termini stringenti (es. 48 ore per il decreto, 10 giorni per l'opposizione ex art. 115-bis), occorre rispettare le procedure e i termini specifici previsti dalla norma speciale
  • Nel formulare impugnazioni valutare preliminarmente la natura dell'errore che si deduce (fatto vs diritto): scegliere il rimedio processuale coerente evita l'inammissibilità e la condanna alle spese

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