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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04105/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice esecuzione)

La controversia

Il ricorso per cassazione investe un'ordinanza del 16 luglio 2025 emessa dal tribunale in sede di esecuzione, che aveva escluso la configurabilità della continuazione tra due fatti già definiti con sentenze diverse. La decisione impugnata ha ritenuto che, pur a fronte dell'omogeneità delle violazioni contestate, non vi fossero elementi per affermare una programmazione criminosa unitaria, valorizzando soprattutto la distanza temporale tra i fatti (uno accertato il 1 settembre 2019 e l'altro il 31 luglio 2018). Il ricorrente censura tale valutazione, ma la Corte osserva che i motivi sono manifestamente infondati perché mirano in sostanza a ottenere una nuova valutazione di merito dei fatti e contrastano con i criteri, già chiariti dalla giurisprudenza di legittimità, per desumere l'esistenza di una volizione unitaria.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non illogica la motivazione del giudice dell'esecuzione che, pur in presenza di violazioni omogenee della normativa sul diritto d'autore, ha escluso la continuazione per la significativa distanza temporale tra i fatti e per l'assenza di elementi idonei a dimostrare una preventiva ideazione unitaria. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 171-ter l. 633/1941

    richiamato come norma incriminatrice relativa alle violazioni omogenee poste a base dei fatti oggetto delle due sentenze; la Corte non entra nel merito della sua applicazione, ma considera la natura omogenea delle violazioni ai fini del giudizio sulla continuazione.

  • art. 81 c.p.

    richiamato implicitamente dal tema della continuazione e della volizione unitaria; la Corte ribadisce che la sua applicazione presuppone indici sintomatici della preventiva ideazione comune dei reati.

  • art. 616 c.p.p.

    base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • In tema di continuazione, l'esistenza di una volizione unitaria non può essere desunta in modo automatico dalla mera omogeneità delle violazioni, ma richiede la verifica complessiva di indici sintomatici, tra cui anche il dato temporale.
  • Una distanza temporale cospicua tra i fatti può costituire elemento logico idoneo a escludere la preventiva programmazione criminosa e rende non illogica la decisione del giudice dell'esecuzione che nega la continuazione.
  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del materiale fattuale o delle circostanze già apprezzate dal giudice di merito/esecuzione, quando la censura si traduca in una critica al giudizio di fatto e non in una reale denuncia di illogicità manifesta.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, ove ricorrano i presupposti, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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