Sentenza n. 1042/2026 - Palermo, Sezione 4
per l'annullamento - dell'ordinanza -OMISSIS-del 18 agosto 2014, di ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. n.380/2001, di un fabbricato in c.da -OMISSIS- - -OMISSIS-, in catasto al foglio 14, particelle 55 e 458;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza demolitoria del 18 agosto 2014, deducendo la violazione dell’art. 36 d.P.R. 380/2001 e l’eccesso di potere, poiché il Comune avrebbe adottato la misura repressiva senza previamente definire l’istanza di accertamento di conformità presentata l’8 agosto 2014 e successivamente integrata. Hanno inoltre dedotto l’inefficacia dell’ordinanza per la pendenza del procedimento di sanatoria, sostenendo che l’amministrazione avrebbe dovuto astenersi dall’esercitare i poteri repressivi sino alla definizione della domanda. Nel corso del giudizio è emerso che sull’istanza del 2014 non era stato adottato un provvedimento espresso e si era formato il silenzio-rigetto; tale esito non è stato impugnato. I ricorrenti hanno poi presentato una nuova istanza di accertamento di conformità nel 2015, respinta nel 2023 e notificata nel 2023.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ha rilevato che, ai sensi dell’art. 36, comma 3, d.P.R. 380/2001, il mancato provvedimento espresso sull’istanza di accertamento di conformità del 2014 aveva determinato il silenzio-rigetto. Poiché tale esito non era stato impugnato nei termini, l’istanza doveva ritenersi definitivamente respinta e non più suscettibile di riesame. La successiva presentazione di una nuova e distinta domanda di sanatoria, unitamente alla mancata impugnazione del primo silenzio-rigetto, è stata considerata comportamento complessivo incompatibile con la persistenza dell’interesse alla decisione sull’ordinanza demolitoria. Nessuna statuizione sulle spese, poiché il Comune non si è costituito. La verifica dell’ammissione definitiva al patrocinio a spese dello Stato e la liquidazione del compenso sono state rimesse a separato provvedimento.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
È la base normativa dell’ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per l’intervento edilizio realizzato in assenza di titolo.
art. 36 d.P.R. 380/2001
Il comma 3 prevede che, decorso il termine senza un provvedimento espresso sull’istanza di accertamento di conformità, si formi il silenzio-rigetto. La mancata impugnazione nei termini rende definitivamente respinta l’istanza e, nel caso concreto, concorre a determinare la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso contro l’ordinanza demolitoria.
art. 55, comma 10, c.p.a.
Ha consentito al giudice cautelare di fissare sollecitamente l’udienza di merito, senza concedere una sospensione immediata dell’atto.
art. 73, comma 3, c.p.a.
Richiamato in relazione all’ordinanza collegiale adottata nel corso del giudizio; il testo non esplicita ulteriori effetti decisori della norma.
artt. 76, 79, 80 e 81 d.P.R. 115/2002
Disciplinano i presupposti e gli adempimenti relativi all’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e alla liquidazione del compenso al difensore.
Massime di principio
- Il decorso del termine previsto dall’art. 36, comma 3, d.P.R. 380/2001 senza l’adozione di un provvedimento espresso determina il silenzio-rigetto dell’istanza di accertamento di conformità.
- Il silenzio-rigetto formatosi su un’istanza di accertamento di conformità deve essere impugnato nei termini; in mancanza, l’istanza si considera definitivamente respinta e non più suscettibile di riesame.
- La mancata impugnazione del silenzio-rigetto relativo a una prima istanza di sanatoria, accompagnata dalla presentazione di una nuova e distinta istanza, può integrare un comportamento complessivo idoneo a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio promosso contro l’ordinanza demolitoria.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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