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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14852/2023 del 07/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva la violazione di legge in relazione agli artt. 157 e 160 c.p., sostenendo che al momento della pronuncia della sentenza di appello fosse già intervenuta la prescrizione anche del reato indicato al capo 2) (art. 648 c.p.). L'offesa era contestata per fatti del 07/09/2012; la sentenza di primo grado è del gennaio 2013 e la sentenza di appello del 23/06/2021. La difesa ha evidenziato l'assenza di atti interruttivi idonei a sospendere o interrompere il decorso del termine prescrizionale e ha richiamato le conclusioni scritte depositate in sede camerale durante il periodo pandemico per sollecitare la declaratoria di estinzione per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha accertato che dal momento della decisione di primo grado (gennaio 2013) alla pronuncia di secondo grado era trascorso l'intero termine ordinario di prescrizione di otto anni relativo al reato contestato al capo 2) (commesso il 07/09/2012), senza che fossero intervenute sospensioni o atti interruttivi. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen.

    Richiamato in funzione di regolare il calcolo della prescrizione e delle eventuali sospensioni/interruzioni; la Corte ha ritenuto che non sussistessero cause di sospensione/computo che impedissero il decorso integrale del termine prescrizionale.

  • art. 160 cod. pen.

    Richiamato insieme all'art. 157 in relazione alla disciplina del decorso dei termini di prescrizione; dalla decisione emerge che le norme non sono state applicative di alcuna causa che protraesse la prescrizione nel caso concreto.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma che definisce il reato contestato al capo 2) (ricettazione); la Corte ha utilizzato la sua disciplina per individuare il termine ordinario di prescrizione applicabile (ottemperando al computo temporale in relazione alla data del fatto).

Massime di principio

  • Il termine di prescrizione va calcolato con riferimento alla data del fatto e alle regole del codice penale, tenendo conto di eventuali sospensioni o interruzioni: se tali cause non sussistono e il termine ordinario decorre integralmente, il reato si estingue per prescrizione.
  • Se la prescrizione è già maturata alla data di pronuncia di un grado di giudizio, il difensore può ottenere la declaratoria di estinzione del reato; il giudice deve verificare d'ufficio il decorso dei termini ove il tema sia sollevato.
  • Gli atti interruttivi o le cause di sospensione (anche quelle straordinarie, es. disposizioni emergenziali) devono essere documentati e computati: la mera tardiva trattazione camerale durante periodi particolari non implica automaticamente la sospensione del termine salvo previsione normativa o atti processuali specifici.
  • È essenziale che la difesa ponga tempestivamente e chiaramente il tema della prescrizione in ciascun grado e fornisca elementi utili al calcolo (date di primo grado, di atti processuali intervenuti, ecc.).
  • Quando la Cassazione accerta l'estinzione del reato per prescrizione, può annullare la sentenza impugnata senza rinvio quando la decisione di merito non può più rimuovere l'effetto estintivo.

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