Cassazione Penale, Sentenza n. 13525/2024 del 03/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva ammesso l'affidamento in prova al servizio sociale, denunciando violazione di legge e vizio di motivazione in relazione a due prescrizioni: 1) obbligo di rientro domiciliare tra le 21:00 e le 7:00, contestato perché la difesa aveva prodotto documentazione che attestava che il ricorrente lavorava fino a mezzanotte; 2) obbligo di versare 200 Euro ogni mese a favore di un'associazione per il recupero dei tossicodipendenti, contestato perché non era stata tenuta conto della situazione economica del ricorrente e perché la misura sarebbe priva di base legale.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il motivo relativo all'obbligo di rientro domiciliare: la prescrizione è legittima quale limitazione della libertà di locomozione finalizzata a prevenire la recidiva e può essere conformata alle esigenze lavorative mediante la previsione dell'esonero per motivi di lavoro, da documentare con preventivo avviso alle forze dell'ordine (avviso che può essere fornito con ragionevole periodicità); eventuali criticità possono essere risolte dal magistrato di sorveglianza ai sensi dell'art. 47, comma 8. Viceversa, la Corte ha ritenuto illegittima la prescrizione del versamento periodico di somme in favore di associazioni: si tratta di una prestazione patrimoniale priva di base legale e in palese violazione dell'art. 23 Cost., non surrogabile dalla prescrizione di operare in favore della vittima del reato; tale parte dell'ordinanza è stata annullata senza rinvio. Il resto del ricorso è stato respinto.
Norme richiamate
Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)
art. 47, commi 5, 6, 7 e 8
Art. 47 è la base normativa per l'affidamento in prova al servizio sociale e per l'imposizione di prescrizioni riguardanti dimora, lavoro e rapporti con il servizio sociale; il comma 7 prevede l'obbligo, se possibile, di adoperarsi in favore della vittima del reato; il comma 8 attribuisce al magistrato di sorveglianza il potere di adattare e modificare le prescrizioni iniziali.
Costituzione della Repubblica Italiana
Sottolinea la finalità rieducativa della pena, cui l'affidamento in prova deve contribuire.
Costituzione della Repubblica Italiana
Impone che qualsiasi obbligo patrimoniale imposto dal potere pubblico abbia base legale; la Corte ha ritenuto che la prescrizione di versamento di somme a favore di associazioni sia priva di base legale e contraria a questo principio.
Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali)
Prescrive l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi nelle diffusione dei provvedimenti quando impostato d'ufficio o richiesto dalla legge; richiamato per le prescrizioni sulla omissis dei dati nel dispositivo.
Massime di principio
- La prescrizione di rientro domiciliare (coprifuoco) può essere imposta nell'ambito dell'affidamento in prova come legittima limitazione della libertà di locomozione se finalizzata a prevenire la recidiva; va però prevista compatibilità con il lavoro e con esigenze professionalmente documentabili.
- L'esonero per motivi di lavoro può essere realizzato mediante la previsione di un obbligo di dare preventivo avviso alle forze dell'ordine: tale onere è ragionevolmente esigibile e può essere fornito con periodicità.
- Il magistrato di sorveglianza ha poteri di adattare o modificare le prescrizioni iniziali (art. 47, comma 8); conflitti pratici tra prescrizioni e necessità lavorative o personali vanno prima sollecitati davanti a questo magistrato.
- Non sono ammissibili prescrizioni che impongano obblighi patrimoniali o versamenti a enti/associazioni se non esistono norme che le prevedano espressamente: tali misure possono essere annullate per violazione dell'art. 23 Cost.
- L'obbligo di adoperarsi in favore della vittima del reato (art. 47, comma 7) non può essere surrogato mediante generiche prestazioni in favore di terzi o donazioni a enti diversi dalla persona offesa; la sostituzione è ammessa solo nei limiti e con le garanzie previste dalla giurisprudenza.
- Nel proporre ricorso contro prescrizioni dell'affidamento in prova, è utile documentare attività lavorative e situazione economica; tuttavia, se la prescrizione è illegittima di per sé (es. prestazione patrimoniale senza base legale), il giudice di legittimità la annullerà indipendentemente dall'accertamento del reddito.
- Se si verificano difficoltà pratiche nell'osservanza di una prescrizione (es. orari di lavoro incompatibili), la soluzione primaria è chiedere la modifica al magistrato di sorveglianza prima di violare la prescrizione.
Testo integrale
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