Sentenza n. 7464/2026 - Roma, Sezione 2B
per l'annullamento della determina del decreto del D.G. Dipartimento Salute e Servizi Sociali della regione Liguria, n. 7967 del 14/12/2022, recante ad oggetto “Ripiano per il superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Individuazione delle aziende fornitrici e dei relativi importi di ripiano”, del Decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 2022, del Decreto del Ministero della Salute del 6 ottobre 2022, nonché di ogni altro atto o provvedimento conseguente, antecedente o comunque connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti ministeriali e determinazione regionale di individuazione dell'impresa fornitrice e dell'importo dovuto a titolo di payback per il superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici negli anni 2015-2018
Esito
Favorevole al resistente (ministeri)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa fornitrice ha impugnato la determinazione della Regione Liguria relativa al ripiano del superamento del tetto di spesa per dispositivi medici negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, nonché i decreti del Ministero della Salute del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022 e gli atti connessi, chiedendone l'annullamento. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, in ragione del pagamento in misura ridotta effettuato aderendo al meccanismo di risoluzione delle controversie sul payback previsto dall'art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella legge 8 agosto 2025, n. 118.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il giudice ha ritenuto che, a fronte dell'espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione e in assenza di repliche o diverse richieste delle altre parti, il principio dispositivo in senso ampio impedisca di decidere il merito o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. La parte può disporre dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice deve quindi prendere atto della dichiarazione e pronunciare l'improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte ricorrente, determina l'improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel quadro processuale della pronuncia di improcedibilità.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella legge 8 agosto 2025, n. 118
Prevede il meccanismo di risoluzione delle controversie sul payback al quale la ricorrente ha aderito effettuando il pagamento in misura ridotta; tale adesione ha determinato il venir meno dell'interesse alla decisione del ricorso.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la parte ricorrente può disporre dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse alla decisione.
- Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione e non risultano repliche o diverse richieste delle altre parti, il giudice non può decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
- La sopravvenuta adesione a un meccanismo normativo di definizione della controversia, con pagamento in misura ridotta della somma contestata, può determinare il venir meno dell'interesse alla decisione del ricorso impugnatorio.
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