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Sentenza

Sentenza n. 172/2026 - Pescara, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto n.1 del 4 giugno 2024, di occupazione di urgenza preordinata all’espropriazione di terreni, ex art.22 bis del D.P.R. n.327 del 2001, per l’ampliamento della discarica consortile per rifiuti non pericolosi in località Cerratina, realizzazione del 4° lotto, del decreto di esproprio rettificato n.3 del 6 ottobre 2025, ex art.24 del D.P.R. n.327 del 2001, funzionale alla realizzazione dei lavori di ampliamento della discarica in esame in località Cerratina, 4° lotto, impugnato con motivi aggiunti, di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202400277

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - Pescara, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione e, con motivi aggiunti, decreto di esproprio rettificato relativi all'ampliamento di una discarica consortile

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni e beneficiari dell'espropriazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La proprietaria ha impugnato il decreto di occupazione d'urgenza ex art. 22-bis d.P.R. 327/2001 e, con motivi aggiunti, il successivo decreto di esproprio ex art. 24. Ha dedotto l'irritualità della notifica, l'incompetenza di Ecolan S.p.A. e di Ecologica Sangro S.p.A., l'illegittima sequenza procedimentale tra vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità, l'assenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità, la violazione della partecipazione procedimentale, il difetto dei presupposti di indifferibilità e urgenza, il difetto di istruttoria e motivazione, il mancato coordinamento con la discarica già esistente su area privata, l'omessa valutazione della possibilità di acquisire la disponibilità delle aree mediante locazione, la mancata ponderazione degli interessi pubblici e privati, nonché l'illegittimità di eventuali futuri atti espropriativi non ancora emanati. Con i motivi aggiunti ha contestato inoltre l'illegittimità derivata del decreto di esproprio, la mancata indicazione della nomina dei tecnici incaricati della stima, la qualificazione urbanistica dell'area come agricola anziché produttiva, l'omessa considerazione delle osservazioni del tecnico di parte e le modalità e la successione temporale delle immissioni in possesso. Il giudice ordinario è stato indicato come competente, in via eventuale, sulle contestazioni relative alla quantificazione dell'indennità.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti. Ha ritenuto valida la notifica via PEC, idonea a consentire la piena difesa. Ha escluso l'incompetenza di Ecolan S.p.A., rilevando che il Comune, individuato quale autorità espropriante, le aveva delegato la procedura; ha inoltre riconosciuto la legittimazione di Ecologica Sangro S.p.A. quale beneficiaria dell'espropriazione, in quanto incaricata della realizzazione e gestione della discarica. Ha accertato che l'AIA del 21 febbraio 2024 aveva contestualmente disposto il vincolo preordinato all'esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità, prima del decreto di occupazione d'urgenza del 4 giugno 2024. Ha ritenuto rispettata la partecipazione procedimentale ai sensi dell'art. 27-bis d.lgs. 152/2006 e adeguatamente motivati, sulla base di un'istruttoria articolata, i presupposti di indifferibilità e urgenza. La scelta tra acquisizione negoziale e procedimento espropriativo è stata ricondotta alla discrezionalità dell'amministrazione, non sindacabile in assenza di manifesta irragionevolezza; al proprietario spetta comunque l'indennità di espropriazione. La censura relativa a futuri atti espropriativi è stata dichiarata inammissibile perché riferita ad atti non ancora emanati. Quanto al decreto di esproprio, il TAR ha escluso l'illegittimità derivata e ha ritenuto sufficiente il richiamo, nelle premesse, alla presenza e all'attività dei tecnici incaricati della determinazione dell'indennità. Ha ritenuto compatibile la destinazione agricola dell'area con la localizzazione di una discarica, osservando che tale destinazione mira anche a preservare l'area da insediamenti residenziali e che la discarica deve essere ragionevolmente collocata al di fuori delle zone abitate. Ha distinto l'immissione in possesso conseguente al decreto di occupazione d'urgenza da quella conseguente al decreto di esproprio. Le eventuali contestazioni sulla quantificazione dell'indennità sono state ricondotte alla giurisdizione del giudice ordinario ex art. 54 d.P.R. 327/2001. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese, liquidate complessivamente in 4.000 euro, oltre accessori, in parti uguali in favore delle controparti.

Norme richiamate

  • art. 22-bis d.P.R. 327/2001

    Disciplina il decreto di occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione e la conseguente immissione in possesso.

  • art. 24 d.P.R. 327/2001

    Disciplina il decreto di esproprio e l'immissione in possesso conseguente all'espropriazione.

  • art. 54 d.P.R. 327/2001

    Attribuisce al giudice ordinario la giurisdizione sulle controversie relative alla determinazione dell'indennità di espropriazione.

  • artt. 3, 6, 8, 11, 12, 20, 23 d.P.R. 327/2001

    Norme richiamate dalla ricorrente in relazione alla sequenza, alla partecipazione e agli adempimenti del procedimento espropriativo; il TAR ha ritenuto non fondate le relative censure.

  • art. 27-bis d.lgs. 152/2006

    Il TAR ha ritenuto rispettate le garanzie partecipative nell'ambito del procedimento autorizzatorio ambientale.

  • art. 1 AIA del 21 febbraio 2024

    Secondo il TAR, contiene il vincolo preordinato all'esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dei lavori.

  • artt. 3 e 7 l. 241/1990

    Norme richiamate per le censure relative a motivazione e partecipazione; il TAR ha ritenuto congrua la motivazione e adeguata la partecipazione.

Massime di principio

  • Quando l'autorità espropriante delega espressamente a un altro soggetto l'esercizio dei poteri relativi alla procedura espropriativa, il delegato può adottare il decreto di occupazione d'urgenza nei limiti della delega conferita.
  • Il vincolo preordinato all'esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità possono risultare dall'atto autorizzatorio ambientale, purché tale atto li contenga espressamente e sia anteriore al decreto di occupazione d'urgenza.
  • La scelta dell'amministrazione tra acquisizione negoziale e ablazione espropriativa dell'area necessaria alla realizzazione di un'opera pubblica rientra nella discrezionalità amministrativa ed è sindacabile solo nei limiti dei vizi propri dell'eccesso di potere.
  • La contestazione della quantificazione dell'indennità di espropriazione appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e non può essere esaminata dal giudice amministrativo nell'impugnazione del decreto ablatorio.
  • L'immissione in possesso conseguente al decreto di occupazione d'urgenza e quella conseguente al decreto di esproprio sono atti distinti, rispettivamente collegati ai due diversi provvedimenti ablatori.
  • Una censura rivolta contro futuri ed eventuali atti espropriativi, non ancora emanati, è inammissibile per carenza di attualità dell'interesse e per l'assenza di un atto lesivo impugnabile.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione d'urgenza e temporaneaDecreto di esproprio e procedimentoAIA, AUA e autorizzazioni ambientaliGiurisdizione e riparto
RamiEspropriazione per pubblica utilitàAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiIncompetenzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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