Cassazione Civile, Sentenza n. 23684/2020 del 28/10/2020
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La società impugnava l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia aveva attribuito la rendita catastale a un immobile costituito da un supermercato e quattro unità destinate a negozio, contestando la classificazione di tutte le unità in categoria D8 e il calcolo della rendita applicando un tasso di fruttuosità del 3%. La ricorrente aveva presentato, in occasione del rinnovo dei contratti di locazione, una denuncia DOCFA per la soppressione di un subalterno e la suddivisione in nuovi subalterni (uno D8 e gli altri come negozi), ma l'Ufficio aveva confermato l'attribuzione uniforme in D8 ritenendo sussistente una precedente conciliazione extragiudiziale che aveva già determinato il classamento e la relativa rendita.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale. Ha ritenuto infondate le doglianze sulla nullità per difetto di pronuncia e per omessa motivazione, ritenendo che la CTR avesse fornito motivazione sufficiente nel senso che non erano emerse modificazioni significative di consistenza, finiture o impiantistica tali da giustificare una revisione del classamento concordato in sede conciliativa. Quanto al tasso di fruttuosità del 3%, la Corte ha richiamato la regola secondo cui l'accordo conciliativo non è immutabile ma può essere riesaminato solo se sopravvengono mutamenti dei parametri o delle condizioni che lo hanno fondato, circostanza non dimostrata dalla ricorrente. Spese di giudizio a carico della ricorrente; liquidazione in favore dell'Agenzia.
Norme richiamate
art. 112 c.p.c.
Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la ricorrente lamentava omessa pronuncia su specifico motivo; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia in realtà dato risposta sufficiente alla censura, quindi nessuna violazione.
art. 132 c.p.c. n. 4
Riferimento alle norme sul contenuto e i limiti della decisione: la censura era collegata all'omessa motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione della CTR adeguata e non apparente.
art. 36 D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546
Norma che richiede la motivazione della decisione in materia tributaria: la Corte ha valutato che l'esposizione della CTR, seppur sintetica, assolveva all'obbligo motivazionale previsto.
art. 111 Cost.
Richiamata in connessione con il diritto al giusto processo e alla motivazione delle decisioni; la Corte ha ritenuto rispettato il principio nel caso concreto.
art. 52 D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131
Norme catastali in tema di classamento e attribuzione della rendita: la censura sulla applicazione del tasso e sul possibile vincolo della conciliazione è stata esaminata alla luce della disciplina catastale e della giurisprudenza che consente la revisione se mutano i parametri rilevanti.
D.M. 14 dicembre 1991
Riferimento tecnico-normativo collegato alla disciplina catastale richiamata nel motivo; la Corte non ha ritenuto che l'interpretazione del D.M. giustificasse la revisione del classamento senza prova di variazioni materiali.
art. 48 D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546
Norma procedurale in materia tributaria richiamata nella censura; utilizzata per valutare la legittimità del comportamento procedimentale dell'Ufficio e della motivazione di merito.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'obbligo di versamento, ove dovuto, dell'ulteriore importo da parte della ricorrente.
Massime di principio
- Un verbale di conciliazione extragiudiziale che ha determinato un classamento catastale non è automaticamente irrevocabile: può essere riesaminato solo se sopravvengono cambiamenti delle condizioni o dei parametri che giustificano la revisione.
- La denuncia DOCFA che denuncia frazionamenti o nuove identificazioni catastali richiede prova documentale e tecnica delle modifiche di consistenza, finiture o impiantistica per giustificare una variazione del classamento e della rendita; la sola presentazione del DOCFA non è sufficiente se non supportata da elementi di fatto.
- Sullo specifico del tasso di fruttuosità applicato per il calcolo della rendita, la critica deve dimostrare che il valore assunto dall'Ufficio (o concordato in conciliazione) non era più coerente con i parametri esistenti al momento della revisione; senza tali elementi, la decisione dell'Ufficio trova appoggio.
- Le decisioni di merito possono essere motivate in modo sintetico purché risultino comunque leggibili le ragioni fondamentali del convincimento del giudice; la mancanza di una motivazione prolissa non equivale automaticamente a violazione degli artt. 36 D.Lgs. 546/1992 o 111 Cost.
- In contenziosi catastali/tributari il carico probatorio grava sul contribuente che chiede la rettifica della rendita: deve documentare le modifiche materiali o tecniche dell'immobile che giustifichino un diverso classamento.
- Le spese seguono la soccombenza: chi perde il ricorso tributario è normalmente condannato alle spese di giudizio, compreso il contributo unificato ove previsto.
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