Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34435/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato in parte la sua istanza ex art. 35-ter Ord. pen. per ottenere riparazione per carcerazione in condizioni difformi dall'art. 3 CEDU. Le censure vertono su: (1) errato calcolo dello spazio vitale pro-capite nella Casa di reclusione di Vigevano, in particolare per la mancata esclusione dalla superficie del tavolo ritenuto non rimovibile; (2) mancata valutazione e motivazione dei fattori compensativi negativi (rif. relazione Antigone) e contestuale sovrastima del valore compensativo del regime a custodia aperta.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha confermato la valutazione dei giudici di merito secondo cui, sulla base delle misurazioni tecniche, la superficie netta fruibile era superiore a 3 mq (e talvolta >4 mq) e che il tavolo era da considerarsi amovibile e quindi non deducibile dallo spazio utile. Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione dei fattori compensativi operata dal Magistrato e dal Tribunale (in particolare il regime a custodia aperta con possibilità di movimento e attività fuori dalla cella), osservando che le allegazioni e la relazione generale di Antigone non dimostravano concretamente la violazione dell'art. 3 CEDU per il periodo dedotto. Pertanto il ricorso è inammissibile nel merito e va rigettato.

Norme richiamate

  • art. 35-ter Ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354)

    Disciplina il rimedio e la riparazione per la detenzione in condizioni contrarie all'art. 3 CEDU; richiede la valutazione della superficie pro-capite e dei fattori compensativi per decidere la sussistenza della violazione.

  • art. 3 CEDU

    Protegge dal trattamento inumano o degradante; la giurisprudenza interpreta che uno spazio pro-capite <3 mq determina una forte presunzione di violazione, mentre 3-4 mq richiede un bilanciamento tra fattori negativi e compensativi.

  • Sez. U, n. 6551 del 24/09/2020 (Ministero della Giustizia in proc. Commisso)

    Principio nomofilattico: per il calcolo dello spazio minimo va considerata la superficie che consente il normale movimento; vanno detratti gli arredi tendenzialmente fissi al suolo (es. letti a castello) e, più in generale, gli arredi mobili non agevolmente spostabili.

  • Giurisprudenza di legittimità e civile citata (vari arresti)

    Confermano e specificano il criterio di detrazione degli arredi che riducono lo spazio di movimento (anche letti singoli possono essere scomputati se non agevolmente rimovibili); valorizzano l'onere probatorio e la funzione dei rilievi tecnici dell'Amministrazione penitenziaria.

Massime di principio

  • Per il calcolo dello spazio vitale pro-capite va sottratto lo spazio occupato da arredi fissi o da arredi mobili non agevolmente spostabili: la valutazione richiede elementi tecnici concreti (rilievi, misurazioni).
  • Se la superficie pro-capite è inferiore a 3 mq sussiste una forte presunzione di violazione dell'art. 3 CEDU; se è tra 3 e 4 mq la questione va risolta bilanciando fattori negativi e compensativi concretamente esperiti dal singolo detenuto.
  • Le relazioni generali sull'istituto (es. rapporti di associazioni) possono supportare la tesi del ricorrente ma non sostituiscono dati tecnici e probatori specifici relativi al periodo e alla cella del singolo: servono prove concrete e circostanziate.
  • L'Amministrazione penitenziaria, ove fornisca rilievi tecnici e misurazioni idonee a dimostrare la mobilità degli arredi e le condizioni trattamentali, può efficacemente contrastare la domanda risarcitoria; il giudice di merito deve motivare il bilanciamento dei fattori positivi e negativi in relazione all'effettiva fruizione dell'interessato.
  • In prospettive analoghe, il ricorrente deve allegare elementi di prova specifici (misure, foto datate, attestazioni tecniche, documentazione su impossibilità di spostare l'arredo, durata e concrete modalità di permanenza nella cella) per superare le risultanze tecniche e la valutazione discrezionale del giudice di merito.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.