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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 33976/2022 del 17/11/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, lamentando che il recesso era stato intimato oralmente il 28/09/2018 e non per iscritto; contestava inoltre la tempestività e l'utilizzabilità della documentazione prodotta dall'Amministrazione (perché la costituzione della stessa in primo grado sarebbe stata tardiva), e sosteneva il proprio diritto derivante dal presunto possesso del titolo richiesto per la classe di concorso B022. La questione centrale era se il contratto fosse realmente risolto con un recesso illegittimo o, come sostenuto dall'Amministrazione, fosse invalido ab origine per mancato possesso del titolo richiesto (con conseguente depennamento e revoca della nomina).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della ricorrente. Ha confermato che i documenti prodotti dall'Amministrazione erano utilizzabili in quanto attinenti a mere contestazioni di fatto (non soggette alla decadenza di cui all'art. 416 c.p.c.), che la revoca della nomina e il depennamento erano fatti pacifici e adeguatamente documentati, e che la ricorrente non aveva provato di essere in possesso, al momento del bando/nomina, del titolo richiesto per la classe B022. La Corte ha ritenuto valida la qualificazione della vicenda come nullità ab origine del rapporto (per mancato rispetto delle regole di reclutamento), con conseguente esclusione dell'applicabilità della disciplina del licenziamento e limitazione delle tutele al regime previsto dall'art. 2126 c.c. Sono state altresì respinte le doglianze circa un presunto giudicato amministrativo favorevole sulla sussistenza del titolo, atteso che il giudicato amministrativo non aveva accertato in termini concreti il possesso del titolo. Condanna della ricorrente alle spese di giudizio e ordine di versamento dell'eventuale contributo unificato integrativo.

Norme richiamate

  • art. 416 c.p.c.

    art. 416, cod. proc. civ.

    La Corte distingue tra eccezioni in senso proprio soggette a decadenza e le mere contestazioni di fatto (difese) non soggette alla decadenza dell'art. 416; pertanto la tardiva costituzione non ha reso inutilizzabili le deduzioni documentali relative al depennamento

  • art. 421 c.p.c.

    art. 421, cod. proc. civ.

    Richiamato per giustificare i poteri officiosi del giudice del lavoro: è possibile acquisire e valutare elementi utili alla ricerca della verità materiale anche se l'acquisizione non è stata perfettamente 'rituale', ove le risultanze siano significative

  • art. 360 c.p.c.

    art. 360, nn. 3, 4 e 5, cod. proc. civ.

    Norma di legittimità impugnatoria: la Corte ha valutato vari motivi di cassazione (vizi di motivazione, error in procedendo, omesso esame di fatto) e li ha ritenuti infondati o inammissibili

  • art. 2697 c.c.

    Regola della prova: la ricorrente non ha fornito la prova del possesso del requisito (titolo) al momento utile, sicché l'onere probatorio è risultato a suo carico e non assolto

  • d.P.R. n. 19/2016 (Tabella B)

    dPR n. 19 del 2016, Tabella B

    La Corte ha interpretato la Tabella B del dPR 19/2016 ritenendo che il titolo invocato dalla ricorrente non rientrasse nei requisiti richiesti al momento del bando; il conseguimento successivo non può sanare la mancanza al momento dell'assunzione

  • D.M. 39/1998

    Richiamato come riferimento sui titoli di accesso alla classe di concorso; la mancanza dei titoli previsti dal DM 39/1998 è stata ritenuta causa della nullità dell'assunzione

  • art. 2126 c.c.

    Applicato come limite della tutela in caso di rapporto nullo ab origine: il rapporto, se nullo, può produrre effetti nei limiti previsti da questa norma

  • art. 5 legge n. 604/1966

    art. 5, legge n. 604 del 1966

    Riferimento alla normativa sul licenziamento (richiamata dalla ricorrente), ma la Corte ha ritenuto non applicabile la disciplina del licenziamento nella fattispecie, essendosi trattato di nullità dell'assunzione e non di licenziamento disciplinare o per giustificato motivo

  • art. 7 legge n. 300/1970 (Statuto dei lavoratori)

    art. 7, legge n. 300 del 1970

    Richiamato dalla ricorrente in relazione alla convalida di un recesso nullo; la Corte non ha ritenuto applicabile la tutela invocata in presenza della qualificazione della vicenda come nullità ab origine

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    art. 115, 116, cod. proc. civ.

    Regole sulla valutazione della prova: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della documentazione e delle deduzioni probatorie effettuata dal giudice di merito

  • artt. 2727 e 2729 c.c.

    art. 2727 e 2729, cod. civ.

    Norme concernenti la prova per testimoni e la rilevanza dei mezzi istruttori; la Corte ha ritenuto insufficiente la produzione probatoria della ricorrente a dimostrare il possesso tempestivo del titolo

  • art. 2909 c.c. e art. 324 c.p.c.

    art. 2909 cod. civ.; art. 324 cod. proc. civ.

    Richiamati in relazione al tema del giudicato amministrativo: la Corte ricorda che il giudicato si forma solo sugli aspetti effettivamente e concretamente accertati dal giudice amministrativo, e non si estende a questioni non decise

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo a carico della ricorrente, se dovuto

  • art. 402 d.lgs. n. 297/1994

    art. 402, d.lgs. n. 297/1994

    Richiamato nel quadro dell'interpretazione amministrativa: il TAR aveva affermato che, per il concorso del 2016, si poteva prescindere dall'abilitazione in determinati casi transitori, ma ciò non equivaleva ad accertare il possesso del titolo di studio che invece era necessario

Massime di principio

  • La tardiva costituzione in giudizio dell'amministrazione non rende automaticamente inutilizzabili tutte le prove prodotte: la decadenza dell'art. 416 c.p.c. riguarda le eccezioni in senso proprio, mentre le contestazioni di fatto possono essere valutate anche se non risultano nella memoria di costituzione
  • Quando la nullità del contratto deriva dal mancato possesso del requisito di accesso (titolo) la situazione va qualificata come nullità ab origine e non come licenziamento; le tutele risarcitorie sono quindi quelle previste per i rapporti nulli (art. 2126 c.c.)
  • Il possesso del titolo richiesto deve essere provato con riferimento al momento rilevante (bando/nomina): il conseguimento successivo non sanerà la mancanza preesistente
  • Il giudicato amministrativo vincola le parti solo sugli aspetti effettivamente e concretamente decisi; non si può evocare un giudicato su questioni non accertate nel senso specifico invocato
  • Il giudice del lavoro, per la sua funzione di ricerca della verità materiale, può valorizzare elementi probatori non perfettamente 'formali' se le risultanze di causa consentono una valutazione fondata dei fatti
  • Chi contesta l'utilizzabilità di documenti per decadenza deve indicare in modo circostanziato quali eccezioni non sono state proposte nei termini e come ciò abbia pregiudicato il contraddittorio; mere affermazioni generiche sono insufficienti
  • In controversie miste amministrativo-lavoristiche relative a nomine e depennamenti da graduatorie, è essenziale distinguere tra questioni di legittimità amministrativa (che possono formare giudicato) e questioni di fatto/prova relative al possesso dei requisiti, che richiedono specifica prova documentale

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