Cassazione Penale, Sentenza n. 1310/2025 del 13/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato con ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. la sentenza della Corte di cassazione del 6/6/2024, denunciando "errori materiali e di fatto" nella motivazione relativi all'indicazione e alle richieste attribuite alla parte civile Renato Nunzi (pagg. 1-2) e alla condanna degli imputati al pagamento delle spese in favore di tale soggetto (pag. 5). In sostanza si deduceva un travisamento della posizione processuale di Renato Nunzi (erroneamente qualificato/operato come parte civile) e l'erronea statuizione sulle spese processuali a suo favore.
La decisione
Il giudice del ricorso straordinario ha ritenuto il gravame fondato limitatamente all'errore di fatto della Corte di cassazione nell'individuare la posizione processuale di Renato Nunzi. Perciò ha revocato la sentenza n. 33999/2024 esclusivamente nella parte che disponeva la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese in favore di Renato Nunzi. Ha ordinato correzioni testuali della motivazione: sostituzione della locuzione "nell'interesse della parte civile costituita Renato Nunzi, con la quale si chiede il rigetto dei ricorsi" con "nell'interesse della persona offesa Renato Nunzi"; eliminazione della frase "con la quale si chiede il rigetto dei ricorsi"; eliminazione della frase "condannando entrambi gli imputati al risarcimento dei danni ed alla rifusione delle spese processuali" e dell'indicazione dell'importo "nonché alla rifusione delle spese di 2.800 oltre accessori di legge per ciascuna di esse". In sintesi: accoglimento parziale del ricorso straordinario con correzione formale/impugnativa limitata alla statuizione sulle spese e alla qualificazione processuale di Renato Nunzi, senza annullare il resto della decisione di legittimità.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Norma che disciplina il ricorso straordinario per la revisione di sentenze definitive della Corte di cassazione; interpretata come rimedio eccezionale, limitato ai casi di errori di fatto riconoscibili nella lettura degli atti da parte della Corte di legittimità, non estendibile a questioni di merito o a valutazioni giuridiche.
art. 110, 485, 491, 493-bis, secondo comma, cod. pen.
Articoli sostanziali riferiti al reato contestato (falsificazione e sottoscrizione del testamento olografo); citati per ricostruire l'oggetto del procedimento, non per la decisione sul ricorso straordinario.
art. 6, comma 6, legge 19 aprile 2001, n. 128
Norma che ha introdotto l'art. 625-bis c.p.p.; richiamata per spiegare la ratio della disciplina del ricorso straordinario e la sua eccezionalità.
art. 395, comma 5, cod. proc. civ. (richiamo giurisprudenziale)
Richiamato come riferimento comparato per i canoni interpretativi del rimedio straordinario, evidenziando una speculare elaborazione nella materia civile che ha contribuito a consolidare principi interpretativi.
art. 14 delle disposizioni sulla legge in generale
Riferimento al principio che le deroghe all'intangibilità del giudicato devono essere tassative; usato per sottolineare i limiti applicativi del ricorso straordinario.
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
Norma sui motivi di impugnazione in sede ordinaria (ricorso per cassazione); citata per escludere che la mancata considerazione di un presunto errore revocatorio del giudice di merito possa essere ora trasformata in motivo rilevabile con il ricorso straordinario.
Corte costituzionale, sent. n. 294 del 1995
"lo scopo stesso dell'attività giurisdizionale [...]"
Citazione impiegata per ricordare il valore della intangibilità del giudicato e dell'interesse del sistema alla certezza delle situazioni giuridiche, a valle dell'eccezionalità del rimedio straordinario.
Sez. U, n. 1603 del 27/03/2002, Basile (giurisprudenza)
Giurisprudenza richiamata a supporto dei canoni interpretativi consolidati in materia di ricorso straordinario e del confronto con l'istituto della revocazione civile.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è un rimedio eccezionale e può essere fondato solo per errori di fatto riconoscibili come sviste o travisamenti nella lettura degli atti da parte della Corte di cassazione; non è il canale per rimettere in discussione valutazioni di merito o interpretazioni giuridiche.
- Un'errata qualificazione della posizione processuale di un soggetto (es. "parte civile" vs "persona offesa") che abbia determinato una statuizione sulle spese può giustificare la revoca limitata della sentenza di legittimità e la sua correzione testuale, senza che ciò comporti necessariamente l'annullamento dell'intera pronuncia.
- Per avere successo con un ricorso straordinario è necessario dimostrare che l'errore materiale o di fatto abbia effettivamente influito sulla decisione adottata dalla Corte di cassazione; errori meramente interpretativi o valutativi sono inammissibili con questo rimedio.
- Quando si impugna una sentenza di cassazione, gli effetti pratici di un'accoglienza possono essere circoscritti (es. correzione di passi motivazionali e revoca di una statuizione specifica) piuttosto che la rinnovazione integrale del procedimento.
- In fase difensiva è utile distinguere chiaramente tra vizi formali/materiali degli atti e questioni di diritto o di valutazione probatoria: solo i primi possono efficacemente sostenere un ricorso straordinario ex art. 625-bis.
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