Circolare INAIL n. 17 del 31 marzo 1992
Tabella valutativa unica per le otopatie professionali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare comunica l’adozione, su tutto il territorio nazionale, di una tabella unica per la valutazione del danno da ipoacusia professionale, frutto dell’accordo siglato il 12 dicembre 1991 con le forze sociali. Vengono illustrati i criteri tecnici del nuovo metodo, i riferimenti normativi e le modalità di applicazione, con particolare attenzione alla distinzione tra gestione industria e agricoltura, ai casi monolaterali, bilaterali, misti o asimmetrici e alle regole per le revisioni. La nuova metodologia si applica dalla data della circolare, mentre per le rendite già costituite in revisione resta fermo il metodo originariamente adottato.
Tabella valutativa unica per le otopatie professionali
Tabella valutativa unica per le otopatie professionali
La circolare INAIL n. 17 del 31 marzo 1992 introduce la tabella unica nazionale per la valutazione del danno da ipoacusia professionale. L’intervento nasce dall’accordo siglato il 12 dicembre 1991 con le forze sociali e mira a superare la frammentazione dei criteri valutativi applicati sul territorio, garantendo uniformità, trasparenza e maggiore equità nella tutela dei lavoratori esposti a rischio rumore.
Finalità dell’accordo e quadro di riferimento
L’Istituto sottolinea che l’intesa non ha solo rilievo tecnico, ma anche valenza politica e sistemica, poiché tende a ricondurre a criteri omogenei un settore storicamente caratterizzato da valutazioni difformi tra regioni e province. La circolare richiama, nella costruzione della tabella, i principi del Testo Unico, la relativa evoluzione giurisprudenziale e gli orientamenti della dottrina medico-legale. Vengono inoltre richiamate alcune fonti normative utilizzate come base di supporto: il D.P.R. n. 1008/1985 per le imperfezioni e infermità che incidono sull’idoneità al servizio militare e i D.P.R. nn. 273/1990 e 132/1991 per i requisiti psico-fisici e attitudinali della Polizia di Stato e del Corpo forestale dello Stato.
Criteri tecnici della nuova tabella
La valutazione del deficit uditivo è costruita sull’audiometria tonale alle frequenze di 500, 1000, 2000 e 4000 Hz, ciascuna considerata singolarmente e con peso differente. Il metodo presuppone, in via preliminare, che l’assicurato sia stato esposto a rischio lavorativo e che il tracciato audiometrico sia compatibile con un danno da rumore, identificato come ipoacusia neurosensoriale con caratteri di trauma acustico cronico.
La circolare precisa i livelli soglia di riferimento:
- l’inizio della diminuzione dell’attitudine al lavoro è fissato a un innalzamento della soglia uditiva pari a 25 dB in ciascuna frequenza considerata;
- lo scostamento tra 0 e 20 dB rientra nei limiti di riproducibilità delle misure audiometriche;
- la perdita completa dell’attitudine al lavoro corrisponde a un innalzamento di soglia pari a 65 dB.
Differenze tra gestione industria e gestione agricoltura
Il documento ricorda che il D.P.R. n. 1124/1965 prevede valutazioni differenti a seconda che la menomazione riguardi lavorazioni agricole o industriali. In particolare:
- la sordità monolaterale è valutata al 15% nell’industria e al 20% nell’agricoltura;
- la sordità bilaterale mantiene una valutazione pari al 60%.
Per tener conto di tale distinzione, la circolare indica due formule di calcolo:
- per l’industria: (3 x orecchio migliore + orecchio peggiore) / 4 x 0,60;
- per l’agricoltura: (2 x orecchio migliore + orecchio peggiore) / 3 x 0,60.
Nel caso di ipoacusia monolaterale, la valutazione viene sviluppata solo sull’orecchio peggiore, poiché l’orecchio migliore produce valore pari a zero.
Maggiorazione del 4% in caso di particolare differenza tra frequenze
Quando la differenza tra le soglie audiometriche a 2000 Hz e 4000 Hz supera i 40 dB, la circolare prevede un incremento ulteriore del 4% della inabilità complessiva. Tale incremento si somma alla formula base sia per l’industria sia per l’agricoltura.
Casi complessi: concorso di cause, via ossea e asimmetrie
La circolare affronta anche le fattispecie non lineari. Nei quadri misti, in cui il danno sia dovuto sia al rumore sia ad altra causa, l’accertamento deve essere svolto singolarmente per distinguere la quota attribuibile al rischio lavorativo da quella extra-lavoro, sulla base di documentazione sanitaria idonea, come visite preventive, di assunzione o periodiche effettuate ai sensi del D.L. n. 277/1991, nonché richieste di invalidità civile o pratiche INPS.
Se vi è una rilevante dissociazione tra via aerea e via ossea, la valutazione deve essere effettuata sulla soglia della via ossea, ritenuta più fedele rispetto alla funzionalità dell’organo del Corti interessato dal rumore.
La circolare osserva inoltre che la malattia da rumore ha natura sostanzialmente bilaterale; pertanto, solo in presenza di una notevole asimmetria dei tracciati, non spiegabile con la specifica esposizione o con fattori fisiopatologici preesistenti, può essere considerata la sola via dell’orecchio migliore, assumendo per il peggiore livelli di soglia ossea equivalenti a quelli dell’orecchio migliore.
In ogni caso, la valutazione finale non può superare i limiti tabellari massimi: 15% e 20% per le ipoacusie monolaterali, e 60% per la sordità completa.
Decorrenza della nuova metodologia e regime delle revisioni
La nuova metodologia si applica dalla data della circolare. Per le visite mediche di revisione relative a ipoacusia già indennizzata in rendita, resta fermo il metodo originariamente adottato. Diversamente, nei casi non indennizzati in rendita da revisionare ai sensi del penultimo comma dell’art. 83 del Testo Unico, deve essere applicato il nuovo metodo valutativo.
La circolare precisa anche che il nuovo criterio si applica nei casi in cui non risulti originariamente adottata alcuna tabella valutativa.
Supporto operativo e segnalazione delle criticità
Infine, la Direzione generale annuncia la possibilità di organizzare corsi regionali di aggiornamento per il personale sanitario, con l’obiettivo di favorire l’omogeneità degli indirizzi operativi e agevolare l’applicazione del nuovo sistema. Eventuali difficoltà nell’attuazione devono essere comunicate tempestivamente.
Punti principali
Adozione di una tabella unica nazionale
L’INAIL rende noto l’accordo del 12 dicembre 1991 con le forze sociali per introdurre una tabella unica nazionale di valutazione del danno da ipoacusia professionale. L’obiettivo è superare la disomogeneità territoriale dei criteri valutativi, assicurando maggiore equità, trasparenza e uniformità di tutela per i lavoratori colpiti da otopatie.
Finalità e contesto tecnico-normativo
La tabella è presentata come risultato di un confronto costruttivo e come risposta alle differenze tra regioni e province derivanti dall’uso di diverse tabelle audiologiche. Nella sua elaborazione sono stati considerati il Testo Unico, l’evoluzione giurisprudenziale, la dottrina medico-legale e alcune norme richiamate come supporto legislativo, tra cui il D.P.R. n. 1008/1985 e i D.P.R. nn. 273/1990 e 132/1991, oltre al D.Lgs. n. 277/1991 in materia di rischio rumore.
Criteri di valutazione audiometrica
Il nuovo metodo richiede, in caso di esposizione a rischio lavorativo, di verificare anzitutto che il tracciato sia compatibile con un danno da rumore, cioè con ipoacusia neurosensoriale da trauma acustico cronico. La valutazione si basa su quattro frequenze audiometriche: 500, 1000, 2000 e 4000 Hz, ciascuna con peso differente. La diminuzione dell’attitudine al lavoro inizia con un innalzamento della soglia uditiva di 25 dB per ciascuna frequenza; la perdita totale dell’attitudine al lavoro è posta a 65 dB.
Formula di calcolo e differenza tra industria e agricoltura
Per la gestione industria la valutazione complessiva si ottiene con la formula che pondera l’orecchio migliore e quello peggiore: (3 x orecchio migliore + orecchio peggiore) / 4 x 0,60. Per la gestione agricoltura la formula è analoga ma con diversa ponderazione: (2 x orecchio migliore + orecchio peggiore) / 3 x 0,60. In caso di ipoacusia monolaterale, la valutazione si sviluppa solo sull’orecchio peggiore, poiché l’orecchio migliore produce valore zero.
Maggiorazione per andamento audiometrico particolare
Se la differenza tra le soglie a 2000 Hz e 4000 Hz supera i 40 dB, è previsto un incremento aggiuntivo del 4% della inabilità complessiva. Tale maggiorazione si somma al risultato della formula di base, con le medesime differenze di calcolo tra industria e agricoltura.
Casi misti, via ossea e asimmetrie
Nei casi con concorso di rumore e altra causa, la valutazione deve essere condotta singolarmente per distinguere la quota attribuibile al rumore da quella extra-lavoro, sulla base di documentazione sanitaria come visite di assunzione, preventive o periodiche, richieste di invalidità civile e pratiche INPS. Se vi è una rilevante dissociazione tra via aerea e via ossea, la stima va effettuata sulla soglia della via ossea. In presenza di notevole asimmetria non spiegabile da esposizione o da fattori preesistenti, può essere considerato solo l’orecchio migliore, assumendo per il peggiore valori di via ossea equivalenti.
Limiti massimi della valutazione
La circolare precisa che la valutazione finale non può comunque superare i valori tabellari massimi: 15% o 20% per le ipoacusie monolaterali, secondo la gestione, e 60% per la sordità completa bilaterale.
Decorrenza e disciplina delle revisioni
La nuova metodologia si applica dalla data della circolare. In sede di revisione per ipoacusia già indennizzata in rendita, deve essere mantenuto il metodo originariamente adottato. Diversamente, per i casi non indennizzati in rendita da revisionare ai sensi del penultimo comma dell’art. 83 del Testo Unico, si applica il nuovo metodo; esso vale anche per le ipotesi in cui non fosse stata originariamente adottata alcuna tabella valutativa.
Aggiornamento del personale e gestione delle criticità
La Direzione generale annuncia la possibilità di organizzare corsi regionali di aggiornamento per il personale sanitario, allo scopo di facilitare l’applicazione uniforme della nuova metodologia. Eventuali difficoltà operative devono essere segnalate tempestivamente.
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