Cassazione Civile, Ordinanza n. 14950/2023 del 29/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Dal passo disponibile emerge una controversia relativa al lavoro pubblico scolastico e all’abuso del ricorso a contratti a termine. I ricorrenti invocavano l’interpretazione della Corte di giustizia UE resa nella sentenza 8 maggio 2019, causa C-494/17, Rossato, sostenendo che la misura della stabilizzazione/assunzione a tempo indeterminato nel settore scolastico non fosse sufficiente a sanzionare l’abuso e a rimuoverne integralmente le conseguenze, anche alla luce della diversa disciplina rispetto al lavoro privato, dove alla conversione si accompagna il risarcimento agevolato ex art. 32 l. n. 183/2010. La Corte di legittimità, richiamando la giurisprudenza già formata e l’interpretazione della Corte di giustizia, ha ritenuto invece che nel settore scolastico la stabilizzazione conseguita attraverso il previgente sistema di reclutamento sia misura idonea e equivalente, al pari del piano straordinario di assunzioni, a sanzionare l’abuso e a cancellarne le conseguenze. È stato inoltre escluso un contrasto con gli artt. 117 e 3 Cost., evidenziando la diversità tra il fenomeno della conversione del rapporto privato con risarcimento e quello della stabilizzazione nel pubblico impiego senza automatismo risarcitorio.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure fondate sulla compatibilità euro-unitaria e costituzionale del sistema di reclutamento scolastico, aderendo agli arresti che valorizzano la stabilizzazione come misura satisfattoria idonea a reprimere l’abuso del termine nel settore pubblico scolastico. Non sono state liquidate spese di legittimità, poiché le amministrazioni intimate si erano limitate a costituirsi ai soli fini della discussione orale; è stato inoltre dato atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, DPR 115/2002.
Norme richiamate
art. 118 disp. att. cod. proc. civ.
La Corte rinvia alla giurisprudenza già resa, richiamandola espressamente ai fini della motivazione.
art. 117 Cost.
Non è ravvisato un contrasto costituzionale, poiché il sistema interno è ritenuto compatibile con il diritto dell’Unione.
art. 3 Cost.
La disparità di trattamento tra lavoro privato e pubblico è ritenuta giustificata dalla diversità dei fenomeni giuridici posti a confronto.
art. 32 legge n. 183/2010
Richiamato come disciplina del risarcimento agevolato connesso alla conversione nel rapporto privato, non estensibile automaticamente al rapporto pubblico.
art. 13 co. 1-quater del DPR 115 del 2002
La Corte dà atto dei presupposti processuali per l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Nel settore scolastico pubblico, la stabilizzazione del lavoratore tramite il sistema di reclutamento previgente può costituire misura idonea, equivalenta e satisfattoria per sanzionare l’abuso del termine e per cancellarne le conseguenze, secondo l’interpretazione conforme al diritto dell’Unione.
- La valutazione della conformità euro-unitaria della disciplina interna sul precariato scolastico va compiuta considerando l’effettività complessiva della tutela approntata dall’ordinamento e non solo l’automatismo risarcitorio tipico del lavoro privato.
- La diversa disciplina tra rapporto di lavoro privato e rapporto di pubblico impiego non integra di per sé violazione dell’art. 3 Cost., quando i due fenomeni giuridici siano strutturalmente diversi.
- Il richiamo alla giurisprudenza della Corte di giustizia UE può essere sufficiente a sorreggere la decisione di legittimità quando la pronuncia europea abbia già esaminato in modo compiuto la compatibilità del sistema interno con il diritto dell’Unione.
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