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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27057/2026 del 17/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel procedimento penale pendente davanti al Tribunale di Caltanissetta, l'imputata ha chiesto la rimessione del processo sostenendo che il trasferimento in quel distretto di un magistrato già in servizio presso il Tribunale di Trapani, poi nominato Presidente di Sezione della Corte di appello, avrebbe eluso la regola dell'art. 11 c.p.p. e determinato un concreto e attuale pericolo per l'imparzialità del giudice. Secondo la prospettazione difensiva, i reati contestati sarebbero connessi a vicende che coinvolgono altri magistrati del Tribunale di Trapani, sicché il conflitto con alcuni magistrati di quell'ufficio comprometterebbe neutralità e serenità del giudizio. Con memoria successiva è stata depositata ulteriore documentazione, ritenuta però irrilevante rispetto al nucleo dei presupposti già esaminati. La Corte ha ritenuto l'istanza manifestamente infondata e quindi inammissibile, escludendo la sussistenza di una grave situazione locale e rilevando che non vi è rapporto gerarchico tra Presidente di Sezione e altri magistrati, né sono stati allegati concreti elementi di condizionamento.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile l'istanza di rimessione perché manifestamente infondata. Ha osservato che la "grave situazione locale" deve consistere in un fenomeno esterno alla dialettica processuale, capace di incidere sull'intero ufficio giudiziario e non su singoli magistrati; nel caso concreto, il dedotto conflitto riguardava al più singole persone e comunque non era dimostrato alcun condizionamento derivante dalla presenza del magistrato trasferito. Ha inoltre affermato che nell'ordinamento giudiziario non esiste un rapporto gerarchico tra Presidente di Sezione e altri magistrati tale da compromettere di per sé terzietà e indipendenza. Conseguentemente, all'istante è stata applicata la condanna al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 11 c.p.p.

    La rimessione del processo presuppone una grave situazione locale tale da porre in pericolo l'imparzialità dell'ufficio giudiziario nel suo complesso; non basta il coinvolgimento di singoli magistrati o conflitti personali superabili con astensione o ricusazione.

  • art. 45 c.p.p.

    La richiesta di rimessione è ammessa solo in presenza dei presupposti legali della grave situazione locale o del legittimo sospetto; in difetto, l'istanza è inammissibile.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso/istanza segue la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La rimessione del processo per grave situazione locale è misura eccezionale e richiede un fenomeno esterno alla dialettica processuale, oggettivamente idoneo a compromettere l'imparzialità dell'intero ufficio giudiziario davanti al quale si celebra il giudizio.
  • Non è sufficiente allegare rapporti conflittuali o incompatibilità riferiti a singoli magistrati: quando il problema riguarda persone determinate, la tutela dell'imparzialità va cercata nei rimedi ordinari dell'astensione e della ricusazione.
  • La presenza di un magistrato proveniente da altro ufficio, anche se collocato in posizione apicale di sezione, non implica di per sé un rapporto gerarchico o un condizionamento della terzietà degli altri magistrati in assenza di specifici elementi fattuali.
  • L'istanza di rimessione priva dei requisiti legali e manifestamente infondata è dichiarata inammissibile, con conseguente condanna della parte istante alla sanzione pecuniaria prevista dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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