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Sentenza

Sentenza n. 3481/2026 - Milano, Sezione 3

Per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 4271/2024, depositata il 02.10.2024

Giustizia amministrativa202503965

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 4271/2024, nella parte relativa alla messa a disposizione della carta docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 4271/2024, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a mettere a sua disposizione la carta docente, o altro strumento equipollente, per un importo di 500 euro annui in relazione agli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Il ricorso è stato notificato anche al Ministero dell'Università e della Ricerca e a organi periferici del Ministero dell'Istruzione e del Merito. La ricorrente ha successivamente dichiarato che l'Amministrazione aveva dato esecuzione alla sentenza e ha chiesto la definizione del giudizio per cessazione della materia del contendere. L'azione di ottemperanza non comprendeva le spese liquidate nella sentenza del Tribunale di Milano, distratte in favore del difensore.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente estromesso dal giudizio il Ministero dell'Università e della Ricerca, ritenendo che fosse estraneo alla sentenza da ottemperare, pronunciata nei confronti del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Ha ritenuto ammissibile il ricorso, poiché la notificazione presso l'Avvocatura distrettuale competente e nei confronti di organi periferici del Ministero dell'Istruzione e del Merito consentiva di considerare correttamente instaurato il giudizio. Poiché, dopo la proposizione del ricorso, l'Amministrazione ha adempiuto alla sentenza e la ricorrente ha dichiarato soddisfatta la propria pretesa, il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Le spese sono state poste a carico del Ministero dell'Istruzione e del Merito, in applicazione del criterio della soccombenza virtuale o, comunque, della causalità, poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso. Le spese sono state liquidate in 500 euro, oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario, oltre alla rifusione del contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il soggetto passivamente legittimato è l'amministrazione destinataria del comando contenuto nel giudicato; l'amministrazione estranea alla pronuncia da eseguire deve essere estromessa dal giudizio.
  • Quando l'amministrazione adempie al giudicato dopo la proposizione del ricorso e il ricorrente dichiara integralmente soddisfatta la propria pretesa, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L'adempimento sopravvenuto al giudicato non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese se l'adempimento è avvenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso, poiché la condotta dell'amministrazione ha reso necessaria l'instaurazione del giudizio.
  • L'azione di ottemperanza avente a oggetto l'esecuzione di una specifica statuizione del giudicato non si estende automaticamente alle ulteriori statuizioni, come la liquidazione delle spese di lite, se queste non sono state comprese nella domanda giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàLegittimazione e interesse a ricorrereSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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