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Sentenza

Sentenza del 23/09/2021 n. 160 - Comm. Trib. Prov. Rieti

Finanza locale - Imu - Ici - Avviso di accertamento - Istituto di natura ecclesiastica - Richiesta di esenzione dal pagamento dell'imposta - Requisito oggettivo - Attività con finalità non commerciale - Onere della prova a carico del titolare dell'attività - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'ente ecclesiastico ha impugnato un avviso di accertamento IMU/Ici sostenendo che i beni sono esenti perché destinati a attività di natura non commerciale (attività didattica: scuola materna). Il tema centrale è se l'attività svolta sia effettivamente non commerciale e rientri nella fattispecie agevolativa prevista dal d.lgs. n. 504/1992, art. 7, co. 1, lett. i).

La decisione

Il giudice ha ritenuto che l'esenzione va accertata concretamente e che l'onere della prova spetta a chi la invoca (l'ente ecclesiastico). Nel caso esaminato, l'attività didattica della scuola materna è stata ritenuta meritevole e non commerciale: il corrispettivo richiesto, pur non simbolico, non costituiva un vero e proprio prezzo di mercato idoneo a trasformare l'attività in commerciale. Pertanto è stata riconosciuta l'applicazione dell'esenzione ex art. 7, co.1, lett. i) del d.lgs. 504/1992 e l'avviso di accertamento è stato sfavorevole all'amministrazione impositrice (vittoria per l'ente ecclesiastico).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504/1992

    La norma riconosce l'esenzione per immobili destinati allo svolgimento di attività svolte da enti non commerciali con finalità meritorie (es. attività didattiche). L'applicazione richiede un accertamento concreto della natura non commerciale dell'attività.

  • Risoluzione Agenzia Entrate

    Risoluzione n. 47DF del 4 marzo 2013

    Sostiene che attività didattiche meritorie con corrispettivi non riconducibili a una vera attività commerciale possono rientrare nell'esenzione prevista dall'art.7, co.1, lett.i).

  • Cassazione

    cfr. Cass. nn. 4066 e 10288/2019; 14225/2015; 7385/2012

    Giurisprudenza di riferimento che conferma i principi: l'accertamento va fatto in concreto, l'onere probatorio è del soggetto che invoca l'esenzione e la valutazione della natura commerciale dipende dalle modalità di svolgimento dell'attività e dalla rilevanza del corrispettivo.

Massime di principio

  • L'esenzione IMU per enti ecclesiastici/privati che svolgono attività non commerciali non è automatica: va provata concretamente dal soggetto che la invoca.
  • L'onere della prova è a carico del ricorrente: documenti (statuto, bilanci, regolamenti, modalità di applicazione delle tariffe, destinazione degli utili) sono fondamentali.
  • La presenza di un corrispettivo non esclude automaticamente l'esenzione: occorre valutare se il corrispettivo sia effettivamente un prezzo di mercato o piuttosto un contributo per attività meritorie (recupero costi, tariffe calmierate, assenza di scopo di lucro).
  • Attività riconosciute come meritorie (istruzione, assistenza sociale, culto, ecc.) sono più facilmente qualificabili come non commerciali, ma ogni caso richiede verifica concreta delle modalità operative e della destinazione dei proventi.
  • In contenziosi simili è utile fornire prova dettagliata del carattere non commerciale: assenza di distribuzione di utili, reinvestimento degli introiti nell'attività istituzionale, prezzi commisurati ai costi, documentazione delle finalità istituzionali.
  • Se l'amministrazione contesta l'esenzione, predisporre una difesa basata su elementi probatori concreti e coerenti (es. rette, piano finanziario, rendiconti, convenzioni) aumenta le probabilità di accoglimento del ricorso.

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