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Sentenza

Sentenza n. 1544/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento - in parte qua se lesiva, come sotto specificato, della deliberazione del Consiglio comunale di Carrara n. 68 del 3 novembre 2021, pubblicata sul BURT Parte II n.47 del 24 novembre 2021, recante «Piano attuativo dei bacini estrattivi (P.A.B.E.) Scheda 14 del piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico (PIT-PPR) ai sensi degli artt. 113 e 114 della L.R.T. 65/2014, adottato con deliberazione n. 66 del 15/07/2019 – Approvazione»; - dell'allegato A3 – Norme Tecniche di Attuazione, parte integrante della predetta delibera e di tutti gli ulteriori elaborati e tabelle ad essa allegati, in parte qua laddove disciplinano e stabiliscono le quantità sostenibili assegnate alla cava n. 5 Piastriccioni B per la durata di vigenza del P.A.B.E.; - per quanto occorrer possa delle deliberazioni n. 66 del 15 luglio 2019 e n. 21 del 20 aprile 2021 del Consiglio comunale di Carrara; - di tutti gli atti presupposti, connessi e/o consequenziali, ancorché non conosciuti.

Giustizia amministrativa202200209

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione del Consiglio comunale di Carrara di approvazione del Piano attuativo dei bacini estrattivi, nonché delle relative norme tecniche, nella parte concernente le quantità sostenibili assegnate alla cava n. 5 Piastriccioni B

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento in parte qua, la deliberazione comunale di approvazione del Piano attuativo dei bacini estrattivi (P.A.B.E.) relativo alla Scheda 14 del PIT-PPR, unitamente alle Norme Tecniche di Attuazione e agli ulteriori elaborati, nella parte in cui determinavano le quantità sostenibili estraibili dalla cava n. 5 Piastriccioni B per la durata di vigenza del piano. Sono stati inoltre impugnati, per quanto occorrer potesse, gli atti di adozione e gli ulteriori atti presupposti, connessi e consequenziali. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato, in data 7 maggio 2026, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito, deducendo che fatti sopravvenuti favorevoli avevano soddisfatto la propria posizione sostanziale: in particolare, il rilascio di una nuova autorizzazione estrattiva (PAUR) per una volumetria di 34.329 mc e l'avanzato stato di definizione di un ulteriore procedimento volto all'incremento delle quantità estraibili ai sensi dell'art. 33 delle NTA del PABE. Il Comune ha sostenuto che tale sopravvenienza comportasse l'inammissibilità o l'improcedibilità del ricorso, poiché la società aveva già ottenuto un titolo autorizzativo fondato sulle previsioni del piano impugnato e sulle quantità sostenibili da esso determinate.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. La sopravvenienza del nuovo titolo autorizzativo estrattivo e l'avanzato procedimento per l'incremento delle quantità estraibili hanno fatto venir meno l'interesse concreto e attuale della ricorrente a ottenere una pronuncia di merito sugli atti pianificatori impugnati, avendo la società ritenuto ormai soddisfatta la propria posizione sostanziale. Il giudizio non è stato quindi definito mediante esame dei motivi di illegittimità dedotti contro il PABE e i relativi elaborati. Le spese di lite sono state compensate in ragione della sopravvenienza dei fatti e della mancata opposizione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenuta carenza dell'interesse concreto e attuale alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 33 delle NTA del PABE

    La disposizione è richiamata quale base del procedimento volto all'incremento delle quantità estraibili, senza ulteriore interpretazione da parte del giudice.

Massime di principio

  • Il ricorso giurisdizionale amministrativo è improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse concreto e attuale del ricorrente a una pronuncia di merito, anche se l'originaria domanda era diretta all'annullamento di atti pianificatori.
  • Il rilascio, nelle more del giudizio, di un titolo amministrativo favorevole fondato sulle previsioni dell'atto pianificatorio impugnato può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla contestazione dell'atto, qualora la posizione sostanziale del ricorrente risulti ormai soddisfatta.
  • La dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, non contrastata dalla parte resistente e corroborata da fatti sopravvenuti favorevoli, giustifica la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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