Cassazione Penale, Sentenza n. 4807/2022 del 10/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del 23/03/2021 della Corte d'Appello di Catanzaro che, in parziale modifica dell'ordinanza del 14/06/2013 di confisca ai sensi dell'art. 12-sexies legge n. 356/1992, aveva revocato la confisca di due abitazioni ma aveva confermato, in sostanza, la sproporzione tra redditi leciti e disponibilita' patrimoniali. I ricorrenti contestavano la motivazione in relazione alla qualificazione come illecito della provvista rappresentata da un finanziamento bancario di 900.000 euro concesso alla SAMA' Carlo s.r.l., sostenendo che tale somma doveva essere ritenuta fonte lecita e che la perizia del giudice si era discostata in modo apparente dalle conclusioni della DIA e del consulente di parte. Inoltre rilevavano il criterio della ragionevolezza temporale, affermando che i beni acquisiti fuori dal periodo di partecipazione all'associazione mafiosa (2003-2007) non dovevano essere assoggettati a confisca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che la decisione di merito fosse adeguatamente motivata: la perizia contabile, acquisita dalla Corte di Catanzaro, aveva accertato l'origine lecita delle risorse relative agli immobili la cui confisca e' stata revocata ma aveva altresi' confermato la costante sproporzione fra redditi leciti e disponibilita' patrimoniali per altri beni. La Corte ha confermato il principio secondo cui un mutuo o un finanziamento non costituiscono automaticamente prova di reddito lecito e che occorre dimostrare la disponibilita' di risorse lecite sufficienti a sostenere il pagamento delle rate. Alla luce di cio' la motivazione del giudice di merito non e' apparsa manifestamente illogica o contraddittoria. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., di euro 3.000 ciascuno alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
legge n. 356/1992 art. 12-sexies
Norma di riferimento per il sequestro/confisca dei beni riconducibili a soggetti ritenuti collegati a delitti di tipo mafioso; la Corte territoriale l'ha utilizzata come titolo per le misure patrimoniali contro i beni attribuiti a SAMA'.
codice penale art. 416-bis co. 1
Configura il reato di associazione di tipo mafioso, che costituisce il "reato spia" alla base della misura di confisca allargata; la condanna definitiva del ricorrente per tale articolo e' il presupposto della vicenda.
codice penale art. 240-bis
Richiamato per analogia (giurisprudenza) in ordine alla possibilita' del giudice dell'esecuzione di disporre la confisca dei beni entrati nella disponibilita' del condannato entro il criterio della ragionevolezza temporale, anche se acquistati in epoca successiva alla sentenza quando finanziati con risorse possedute anteriormente.
codice di procedura penale art. 606 co.1 lett. c) e art. 125 co.3
Criteri di impugnazione in Cassazione relativi alla violazione di legge per carenza o apparente motivazione; la Corte ha ritenuto che non sussistesse vizio di questo tipo nella motivazione del giudice di merito.
codice di procedura penale art. 616
Consente la condanna al versamento alla cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o di colpa nella determinazione dell'inammissibilita'; la Corte l'ha applicato per irrogare la sanzione pecuniaria di euro 3.000 a ciascun ricorrente.
Massime di principio
- Un finanziamento bancario (mutuo o prestito) non e' automaticamente prova di provenienza lecita delle risorse: occorre dimostrare la disponibilita' di risorse lecite sufficienti a sostenere il rimborso delle rate.
- La confisca allargata puo' estendersi a beni acquistati in epoca posteriore alla commissione del reato se l'acquisto e' stato effettivamente finanziato con risorse accumulate anteriormente; il criterio della "ragionevolezza temporale" e' comunque parametro di valutazione.
- Il giudice dell'esecuzione puo' riesaminare questioni gia' decise se emergono nuovi elementi di fatto o di diritto non valutati nella decisione anteriore; pero' le nuove risultanze devono essere effettive e adeguatamente valutate per modificare un provvedimento divenuto irrevocabile.
- Una perizia contabile dettagliata, acquisita nel regolare contraddittorio, ha valore decisivo se spiega in modo coerente la ricostruzione delle provviste e delle sproporzioni; divergenze con valutazioni della DIA o del consulente di parte non rendono automaticamente la motivazione apparente.
- In sede di impugnazione per cassazione la critica alla motivazione richiede di evidenziare un vizio specifico e non semplici alternative interpretative; la mancanza di tale dimostrazione puo' determinare l'inammissibilita' del ricorso.
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