Ordinanza n. 3294/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania n. 2256/2026, di reiezione del ricorso di primo grado relativo alla repressione di nuovi abusi edilizi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante ha chiesto la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado, deducendo motivi concernenti la non titolarità del bene, la lesione dell’affidamento e la violazione degli strumenti procedimentali di partecipazione. Ha inoltre sostenuto la necessità di non coinvolgere, nella repressione dei nuovi abusi, una risalente legittima preesistenza edilizia. L’area di sedime delle opere è risultata plurivincolata: paesaggisticamente, ricompresa in zona rossa per rischio vulcanico e in zona ad elevato rischio sismico.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di sospensione della sentenza del TAR, ritenendo che i motivi d’appello relativi alla non titolarità del bene, alla lesione dell’affidamento e alla violazione delle garanzie partecipative non presentassero il necessario fumus boni iuris, alla luce della giurisprudenza consolidata. Quanto alla deduzione relativa alla distinzione tra la legittima preesistenza edilizia e i nuovi abusi, il Collegio ha precisato che essa dovrà essere motivatamente valutata dall’Amministrazione in sede di attuazione dei propri provvedimenti. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale per la domanda cautelare in appello; l’istanza è stata respinta per carenza del necessario fumus boni iuris.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza di primo grado può essere negata quando i motivi d’appello non evidenzino un fumus boni iuris sufficiente, anche alla luce di un orientamento giurisprudenziale consolidato.
- Quando opere edilizie insistono su un’area plurivincolata, tra l’altro paesaggisticamente vincolata e caratterizzata da rilevanti rischi vulcanico e sismico, la valutazione cautelare deve tenere conto della particolare intensità degli interessi pubblici coinvolti.
- La repressione di nuovi abusi edilizi deve essere attuata dall’Amministrazione distinguendo, ove dedotto dall’interessato, la legittima preesistenza edilizia dalle opere abusive sopravvenute; tale questione deve essere oggetto di una motivazione specifica in sede di esecuzione dei provvedimenti repressivi.
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