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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40359/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Lecce (17/07/2018) che aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti della Musarò per il reato ex art. 1161 cod. nav., ritenendolo estinto per oblazione ex art. 162-bis cod. pen. Il Procuratore generale ha contestato che il Tribunale non abbia valutato se fosse stata eliminata "l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato" (ossia la rimozione delle attrezzature balneari che occupavano l'area demaniale). Inoltre, è stato rilevato che, trattandosi di reato permanente, la rimozione delle attrezzature incide anche sulla decorrenza del termine di prescrizione. La doglianza principale è quindi l'omessa valutazione da parte del Tribunale dei requisiti per l'ammissibilità dell'oblazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Lecce, in diversa persona fisica, affinché sia valutato se, ai fini dell'ammissibilità dell'oblazione ex art. 162-bis cod. pen., sia avvenuta anche l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato (ossia la rimozione delle attrezzature balneari). La decisione di annullamento è motivata dalla violazione di legge derivante dall'omessa valutazione di tale requisito e dagli effetti che la rimozione può avere sulla prescrizione trattandosi di reato permanente.

Norme richiamate

  • art. 162-bis cod. pen.

    L'estinzione del reato per oblazione richiede anche l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato; la corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia verificato tale requisito.

  • art. 1161 cod. nav.

    Il reato contestato (occupazione di area demaniale con attrezzature balneari) è qualificato come reato permanente; per i reati permanenti la rimozione delle attrezzature incide sulla decorrenza del termine di prescrizione.

  • art. 23, comma 8 del D.L. n.137/20

    Norma procedurale che ha disciplinato il trattamento del ricorso (procedimento esaminato ai sensi di tale disposizione); richiamata per la modalità di trattazione del ricorso.

Massime di principio

  • Per l'ammissibilità dell'oblazione ex art. 162-bis cod. pen. è necessario accertare non solo il pagamento o la condotta formale dell'oblazione, ma anche l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato; in assenza di tale accertamento l'oblazione non può essere ritenuta efficace.
  • Nei reati permanenti (come l'occupazione abusiva di area demaniale) la rimozione delle condizioni che rendono permanente il reato incide sulla decorrenza della prescrizione; pertanto va valutato l'effetto temporale della rimozione sul termine prescrizionale.
  • Se il giudice di merito omette di valutare elementi essenziali per l'applicazione di istituti estintivi (es. eliminazione delle conseguenze dannose), la Corte di cassazione può annullare e rinviare per nuovo giudizio affinché tale valutazione venga compiuta in diversa composizione.
  • In situazioni analoghe la difesa dovrebbe documentare e provare la reale eliminazione delle conseguenze dannose/pericolose (es. rimozione fisica delle attrezzature), mentre l'accusa può eccepire l'insussistenza di tale eliminazione e gli effetti sulla prescrizione.

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