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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16094/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Avezzano che aveva dichiarato "non doversi procedere" per estinzione del reato per prescrizione dopo aver riqualificato l'imputazione in ricettazione di un muletto. Il motivo principale di cassazione è la violazione di legge e i vizi di motivazione: la sentenza di primo grado non ha adeguatamente valorizzato la testimonianza di De Renzis, secondo la quale l'imputato non era riuscito a utilizzare il muletto per mancanza dei codici di accesso, né ha considerato l'impossibilità di Trabucco (che aveva ceduto il muletto) di fornirli. Tali elementi, ritenuti rilevanti dal Procuratore, non sono stati valutati puntualmente e ciò rende la motivazione del tribunale incompleta e lacunosa.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per cassazione del Procuratore Generale. Ha ritenuto che la sentenza impugnata presenti una tenuta logico-argomentativa insufficiente perché non ha valutato adeguatamente elementi probatori essenziali (la testimonianza circa l'impossibilità di mettere in moto il muletto per mancanza di codici e l'impossibilità di ottenere tali codici da chi lo aveva ceduto). Per tali ragioni la sentenza è stata annullata con rinvio al Tribunale di Avezzano per un nuovo giudizio. La Corte ha altresì richiamato che il giudice del rinvio mantiene piena autonomia di valutazione nel merito, con il vincolo di non ripetere i vizi motivazionali censurati.

Norme richiamate

  • art. 712 cod. pen.

    Usato per la riqualificazione dell'imputazione in ricettazione del muletto; indica la fattispecie penale cui è stata ricondotta la condotta.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato come limite formale del ricorso, ossia a indicare i confini entro cui il Procuratore Generale ha proposto la cassazione (limiti soggettivi/oggettivi della gravame), come riportato nel testo del ricorso.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 1, n. 803 del 10/02/1998, Scuotto)

    Principio richiamato sul potere del giudice del rinvio di riconsiderare il compendio probatorio con autonomia nel merito.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 3, n. 7882 del 10/01/2012, Montali)

    Principio secondo cui il giudice del rinvio può procedere a un nuovo esame del materiale probatorio entro il solo limite di non ripetere i vizi motivazionali dell'atto annullato.

Massime di principio

  • Se il giudice di merito omette di valutare o affrontare in modo adeguato elementi probatori rilevanti e contrastanti, la motivazione può essere ritenuta insufficiente e la sentenza annullata per vizio motivazionale.
  • La mera declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non esclude il controllo della Corte di cassazione sulla completezza della motivazione: carenze valutative sui fatti rilevanti possono giustificare l'annullamento con rinvio.
  • In sede di rinvio il giudice di merito ha piena autonomia di valutazione del materiale probatorio, ma non può reiterare i vizi motivazionali che hanno determinato l'annullamento; deve fornire una motivazione logico-argomentativa completa e puntuale.
  • Il ricorso del Procuratore Generale può limitarsi entro i confini previsti dalle disposizioni processuali (es. art. 173 disp. att.) ma resta efficace a censurare vizi di motivazione e violazioni di legge che incidono sulla correttezza del giudizio di merito.
  • Quando la contestazione riguarda la concreta possibilità di utilizzare o appropriarsi di un bene (es. mancanza di codici di accesso), il giudice deve esplicitamente valutare tali circostanze per stabilire se sussistono i requisiti della fattispecie di reato (ad es. ricettazione) o se l'evento non si è concretizzato.

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