Cassazione Penale, Sentenza n. 34519/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la condanna per possesso ingiustificato di 7 grimaldelli deducendo cinque motivi: 1) manifesta illogicità della decisione che ha ritenuto superflua la visione del corpo di reato per la sua indisponibilità; 2) manifesta illogicità della motivazione per la mancata trascrizione stenotipica dell'udienza istruttoria; 3) violazione di legge sul punto della sussistenza del fatto e sul principio in dubio pro reo; 4) mancata motivazione circa l'offensività concreta della condotta; 5) manifesta illogicità e violazione di legge per la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche. Il Procuratore generale, con memoria PEC, ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza per intervenuta prescrizione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si era estinto per prescrizione, intervenuta il 6 luglio 2023 in assenza di rilevanti fattori sospensivi. Sul piano delle censure, la Corte ha ritenuto il primo motivo non manifestamente infondato ma non viziato a tal punto da compromettere la decisione sulla colpevolezza, anche in presenza di una contraddizione relativa alla mancata esibizione del corpo del reato, la cui funzione è discrezionale e compensabile con altre evidenze. Però, essendo la questione della prescrizione preliminare e assorbente, la Corte ha rigettato l'esame delle restanti doglianze e ha disposto l'annullamento per estinzione del reato.
Norme richiamate
decreto-legge 137/2020 art.23 co.8
ex art.23 co.8 d.l.137/20
Riferimento alla possibilità di trattare il ricorso con contraddittorio scritto; la Corte ha proceduto con tale modalità autorizzando l'esame del fascicolo e delle memorie per decidere sulle questioni procedurali e di merito preliminari
principio in dubio pro reo
Principio invocato dal ricorrente per sostenere la non prova della responsabilità; la Corte lo ha considerato tra le doglianze ma non ha approfondito la sua applicazione stante l'assorbimento della controversia dall'intervenuta prescrizione
Massime di principio
- La mancata visionabilità del corpo del reato non è automaticamente causa di annullamento se il giudice, con valutazione discrezionale, può basarsi su altre prove e descrizioni presenti nel processo
- Vizi o contraddizioni formali nella motivazione possono rendere un motivo non manifestamente infondato e quindi consentire alla Cassazione di esaminare questioni preliminari come la prescrizione
- La prescrizione, quando intervenuta prima della decisione definitiva e in assenza di sospensioni rilevanti, è questione preliminare ed assorbente che conduce all'annullamento senza rinvio della sentenza
- Il ricorso per Cassazione può essere trattato con contraddittorio scritto ex normativa straordinaria, e la Corte può decidere anche sulla base dell'esame del fascicolo e delle memorie senza udienza pubblica
- In casi analoghi è fondamentale verificare i termini di prescrizione e gli eventuali eventi interruttivi o sospensivi prima di pretendere l'esame pieno di motivi di merito: se il reato è estinto, le doglianze sul merito restano in gran parte assorbite
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