Cassazione Penale, Sentenza n. 50006/2023 del 15/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado per il reato di cui all'art. 640 c.p. - contestazioni principali: (1) violazione dell'art. 603, comma 3‑bis, c.p.p., e art. 6 CEDU per mancata rinnovazione dell'istruttoria orale dopo che la Corte territoriale ha rovesciato il giudizio di assoluzione basato su valutazioni di credibilità; (2) carenza della "motivazione rafforzata" richiesta per giustificare la responsabilità dell'imputato e per confutare i punti logici su cui si era basata l'assoluzione; (3) errata individuazione del momento iniziale di decorrenza del termine per proporre la querela (richiamando artt. 120 c.p. e 336 c.p.p.); (4) vizio motivazionale relativo alla subordinazione del beneficio ex art. 163 c.p. al pagamento della provvisionale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati il primo e il secondo motivo (violata la regola di rinnovazione dell'istruttoria e mancata motivazione rafforzata), mentre il terzo motivo è stato considerato generico e non sindacabile in cassazione. Il quarto motivo è stato assorbito. Per tali ragioni la sentenza d'appello è stata annullata e la causa è rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Genova per nuovo giudizio sull'appello proposto dal Pubblico Ministero.
Norme richiamate
art. 603, comma 3‑bis, cod. proc. pen.
Imposta l'obbligo, quando la Corte d'appello modifica il giudizio di assoluzione fondato su valutazioni di attendibilità delle prove dichiarative, di rinnovare l'assunzione delle stesse prove (nuova escussione della persona offesa e rinnovato esame dell'imputato) per giustificare il diverso apprezzamento probatorio
art. 6 CEDU
Richiamato in relazione al diritto a un equo processo; la mancata rinnovazione dell'istruttoria e la carenza della motivazione possono integrare profili di violazione del diritto a un processo equo
art. 640 cod. pen.
Norma sostanziale relativa al reato contestato (appropriazione indebita/frode a seconda dell'imputazione specifica); qui indica il tipo di fattispecie oggetto del procedimento
art. 120 cod. pen.
Richiamato in riferimento alla contestazione sul momento iniziale di decorrenza dei termini; la Corte ha ritenuto la questione essenzialmente di valutazione fattuale non suscettibile di censura in cassazione se proposta in modo generico
art. 336 cod. proc. pen.
Richiamato con riferimento alla proposizione della querela e ai termini di procedibilità; la Cassazione ha ritenuto il relativo motivo generico e riconducibile a diversa valutazione dei fatti
art. 163 cod. pen.
Norma richiamata in ordine alla subordinazione di benefici alla costituzione di provvisionale; nella sentenza il relativo motivo è stato assorbito dall'annullamento e quindi non risolto nel merito
Massime di principio
- Quando la Corte d'appello ribalta un'assoluzione fondata su giudizi di credibilità delle dichiarazioni, deve procedere alla rinnovazione dell'istruttoria orale (art. 603, comma 3‑bis c.p.p.) e non limitarsi a rivalutare ex ante le dichiarazioni già rese.
- La responsabilità di riformare un'assoluzione richiede una "motivazione rafforzata": la Corte che condanna deve esaminare e confutare specificamente i passaggi logici che avevano giustificato l'assoluzione di primo grado.
- Questioni attinenti al momento di consapevolezza della persona offesa e alla decorrenza di termini sono, di norma, di fatto; se proposte in modo generico in cassazione sono non sindacabili.
- Richiami alla CEDU (art. 6) possono essere rilevanti quando v'è dubbio sulla correttezza della rinnovazione probatoria e sulla parità di trattamento delle parti nel processo, e la loro violazione può portare all'annullamento della decisione impugnata.
- Se la cassazione annulla per vizi procedurali legati alla valutazione delle prove orali, il giudizio viene di norma rinviato a diverso collegio per un nuovo esame, con ripetizione delle valutazioni probatorie mancanti o incomplete.
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