Cassazione Penale, Sentenza n. 13407/2024 del 03/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. deducendo un errore di fatto percettivo nella sentenza della Corte di cassazione del 4/11/2022: sostengono che la Corte non ha dichiarato l'estinzione per prescrizione del reato contestato al capo 16) per l'anno d'imposta 2011, nonostante – secondo i ricorrenti – al termine ordinario di prescrizione dovessero aggiungersi 42 giorni di sospensione (periodi indicati: 22.3-26.4.2017 e 24.5-31.5.2017). I difensori hanno chiesto che il giudice esercitasse i poteri di cui all'art. 129 c.p.p. anche con riferimento all'anno 2011.
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili: ha ritenuto che la doglianza non denoti un errore percettivo o materiale incidente sulla percezione degli atti interni, ma una questione di criterio di valutazione e di giudizio (calcolo e criterio di sospensione della prescrizione) non rimediabile con l'art. 625-bis. Di conseguenza la sentenza impugnata resta confermata quanto a questione; i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Rimedio straordinario per errore di fatto o materiale contro provvedimenti della Corte di cassazione; applicabile solo per svista o equivoco percettivo sugli atti interni, non per valutazioni giuridiche o criteri di calcolo soggetti a apprezzamento giudiziale.
art. 129 cod. proc. pen.
Riferimento ai poteri del giudice (richiamati dai difensori) che possono essere invocati per far rilevare d'ufficio questioni rilevanti, qui proposti in rapporto alla declaratoria di estinzione per prescrizione.
art. 2 d.lgs. n. 74/2000
Norma sostanziale che individua il tipo di reato fiscale contestato (ricorso relativo al capo 16) della imputazione); la questione della prescrizione riguarda la tempestività dell'estinzione del reato indicato da tale articolo.
art. 29 cod. pen.
Richiamato nella sentenza impugnata per l'eliminazione della pena accessoria risultante ove il reato sia stato ritenuto estinto; nel ricorso si lamentava l'effetto sulla pena e sulle misure accessorie se fosse stata dichiarata la prescrizione per il 2011.
Massime di principio
- Il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile solo per errori materiali o percezioni errate degli atti interni (svista/equivoco) e non per contestare valutazioni giuridiche o criteri adottati dalla Corte; le questioni di calcolo della prescrizione che implicano valutazioni non puramente materiali sono inammissibili con questo strumento.
- Per far valere la prescrizione mediante 625-bis è necessario dimostrare un errore percettivo evidente (es. incongruenza tra quanto scritto nel provvedimento e gli atti) non già una diversità di apprezzamento delle date o dei criteri di computo.
- Se la controversia riguarda la qualificazione giuridica o il criterio di computo della sospensione/interruzione della prescrizione, il rimedio corretto non è il ricorso straordinario per errore di fatto ma i rimedi ordinari o altri mezzi impugnatori che consentano un sindacato di merito sulla valutazione.
- In casi simili conviene documentare in modo puntuale e oggettivo le date e gli atti di udienza (verbali che attestino rinvii, adesioni allo sciopero, iscrizioni a ruolo) per provare una discrepanza materiale; senza questa prova l'istanza rischia l'inammissibilità.
- La declaratoria di estinzione per prescrizione può incidere su pena e misure accessorie; tuttavia, per ottenere la modificazione è necessario utilizzare lo strumento processuale appropriato a seconda che il vizio sia materiale (625-bis) o di valutazione giuridica (impugnazioni ordinarie).
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