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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23609/2022 del 16/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Agli imputati era contestato, in concorso, il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico (artt. 110, 112 e 340 c.p.) per aver, il 24/08/2017, ostacolato il personale incaricato dal Comune di Milano e la polizia locale nell'effettuare lavori sul Naviglio Pavese finalizzati a posizionare barre di ferro sui varchi di accesso a un barcone-ristorante. Il Tribunale li aveva assolti ritenendo la loro condotta una manifestazione di disappunto (sedersi davanti al barcone, minacciare di chiamare la stampa) non idonea a turbare l'ufficio nel suo complesso; la Corte d'appello, su impugnazione del P.M., riformò condannandoli sul presupposto che il comandante della polizia locale aveva rinviato i lavori a causa del comportamento degli imputati. I ricorrenti hanno denunciato carenza degli elementi soggettivi e oggettivi del reato e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, per integrare l'art. 340 c.p., il turbamento deve incidere sul funzionamento dell'ufficio o servizio nel suo complesso e non limitarsi all'interruzione di un singolo atto o prestazione del servizio. Nel caso concreto la condotta degli imputati non ha compromesso il dinamismo operativo complessivo del servizio; la Corte d'appello ha erroneamente confuso la sospensione di un singolo intervento con l'interruzione del servizio tout court. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste.

Norme richiamate

  • art. 340 cod. pen.

    Richiesta la compromissione del funzionamento dell'ufficio o servizio nel suo complesso; non è sufficiente la mera interruzione di una singola attività o atto isolato

  • art. 110 cod. pen.

    Concerto tra più persone: norma invocata per la partecipazione concorrente alla condotta contestata

  • art. 112 cod. pen.

    Concorso nell'azione delittuosa, richiamato come cornice al reato contestato

  • art. 337 cod. pen.

    Norma distinta che può trovare applicazione quando l'interruzione riguarda un singolo atto eseguito da pubblici agenti e sia realizzata con violenza o minacce; la Cassazione ha evidenziato la differenza tra questa fattispecie e l'art. 340

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti formali del ricorso in cassazione rispetto ai motivi dedotti, richiamato nel procedimento

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 (conv. L. 18/12/2020, n. 176)

    Norma processuale richiamata per la disciplina della trattazione scritta in Cassazione (procedimento per atti scritti in mancanza di richiesta di discussione orale)

Massime di principio

  • Per integrare il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico (art. 340 c.p.) occorre un turbamento che incida sul funzionamento complessivo e non la mera impedizione o sospensione di un singolo atto o prestazione.
  • Comportamenti di protesta non violenta, come sedersi davanti a un accesso o annunciare l'intervento della stampa, sono spesso insufficienti a configurare il reato se il servizio resta complessivamente operante e il turbamento è superabile con i normali mezzi di tutela.
  • La decisione degli agenti di rinviare un intervento per ragioni di opportunità non equivale automaticamente a prova dell'interruzione del servizio: va accertato il nesso causale tra condotta degli imputati e compromissione globale del servizio.
  • Se l'ostruzione è limitata a un singolo atto e avviene mediante violenza o minaccia, la fattispecie più adeguata può essere quella di cui all'art. 337 c.p., non l'art. 340 c.p.
  • In casi analoghi la valutazione richiede attenzione alla portata oggettiva del turbamento e alla prevedibilità/gestibilità dell'evento tramite i normali meccanismi di difesa dell'ufficio o servizio; la mera resistenza pacifica o manifestazione di dissenso non basta a fondare una condanna per interruzione del servizio.

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