Cassazione Penale, Sentenza n. 19846/2023 del 10/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava il decreto che le imponeva di restituire 70.000 euro ricevuti e trattenuti a titolo di caparra confirmatoria in conseguenza della risoluzione, disposta dall'amministratore giudiziario previa autorizzazione del giudice delegato ai sensi dell'art. 56 d.lgs. n.159/2011, del contratto preliminare di compravendita del 30/11/2020 con la Nocerina Costruzioni. La ricorrente sosteneva che la caparra avesse natura reale e si fosse perfezionata con la consegna della somma (quindi non aggredibile), denunciando violazioni di norme del codice civile, disposizioni del d.lgs. 159/2011 e di garanzie costituzionali ed eurounitarie relative alla proprietà.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato che la caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) è una clausola accessoria del contratto e non un negozio ad effetti reali; la semplice consegna della somma non determina trasferimento di alcun diritto reale. Ha ritenuto applicabile l'art. 56 d.lgs. n.159/2011: l'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, poteva dichiarare la risoluzione del contratto; inoltre il comma 4 di tale articolo prevede disciplina speciale (salvo il diritto al risarcimento nei soli confronti del proposto e la possibilità per il contraente di far valere il credito nel passivo). Per questi motivi sono state giudicate inconferenti le censure in ordine a violazioni nazionali ed eurounitarie e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 56, comma 1, d.lgs. n.159/2011
"Se al momento dell'esecuzione del sequestro un contratto relativo all'azienda sequestrata o stipulato dal proposto in relazione al bene in stato di sequestro deve essere in tutto o in parte ancora eseguito, l'esecuzione del contratto rimane sospesa fino a quando l'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del proposto, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di risolvere il contratto, salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avvenuto il trasferimento del diritto. La dichiarazione dell'amministratore giudiziario deve essere resa nei termini e nelle forme di cui all'articolo 41, commi 1-bis e 1-ter, e, in ogni caso, entro sei mesi dall'immissione nel possesso"
L'art. 56 consente all'amministratore giudiziario, con autorizzazione del giudice delegato, di subentrare o risolvere i contratti relativi all'azienda sequestrata; tuttavia i contratti "ad effetti reali" sono eccezione solo se è già avvenuto il trasferimento del diritto. Nel caso concreto non si è verificato alcun trasferimento reale e pertanto l'amministratore poteva validamente risolvere il contratto e ottenere la restituzione della caparra.
art. 56, comma 4, d.lgs. n.159/2011
"La risoluzione del contratto in forza di provvedimento del giudice delegato fa salvo il diritto al risarcimento del danno nei soli confronti del proposto e il contraente ha diritto di far valere nel passivo il credito conseguente al mancato adempimento secondo le disposizioni previste al capo II del presente titolo"
La norma stabilisce una disciplina speciale per i contratti risolti iussu iudicis nell'ambito della procedura di prevenzione: il rimedio per il contraente è principalmente il risarcimento nei confronti del proposto e la possibilità di iscrivere il proprio credito nel passivo; ciò limita le conseguenze per terzi e giustifica la restituzione della somma trattenuta dalla ricorrente.
art. 1385 cod. civ. (caparra confirmatoria)
La Corte conferma che la caparra confirmatoria è una clausola accessoria al negozio principale e non un negozio ad effetti reali; la consegna della somma non comporta per ciò stessa il trasferimento di diritti reali sulla cosa e quindi non la sottrae alle conseguenze della risoluzione del contratto nell'ambito della procedura di prevenzione.
art. 41, commi 1-bis e 1-ter (richiamati nell'art. 56)
Richiamati come prescrittivi delle forme e dei termini con cui l'amministratore deve dichiarare l'intenzione di subentrare o di risolvere il contratto; la declaratoria deve avvenire nei termini previsti (in ogni caso entro sei mesi dall'immissione nel possesso).
Art. 1 Protocollo Addizionale alla CEDU (diritto alla proprietà) e principi EDR/ECHR invocati dalla ricorrente
La Corte ha ritenuto che le censure eurounitarie non fossero dirimenti perché l'oggetto contestato (la caparra) non costituiva un diritto di proprietà o un bene trasferito: le tutele convenzionali non possono essere efficacemente invocate quando manca la natura di "proprietà" dell'elemento in questione.
Massime di principio
- La caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) è, in linea generale, una clausola accessoria del contratto e non un negozio ad effetti reali: la mera consegna della somma non determina il trasferimento di diritti reali.
- Nel caso di sequestro/prevenzione (d.lgs. n.159/2011) l'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, può subentrare o risolvere i contratti; se la risoluzione è disposta iussu iudicis si applicano le discipline speciali (compreso il trattamento del credito nel passivo).
- Quando si sostiene che una somma o un atto abbiano natura reale occorre provare concretamente il trasferimento del diritto (es. trascrizione, consegna che costituisce trasferimento di proprietà); senza ciò l'asset è vulnerabile alle misure sul patrimonio dell'impresa sequestrata.
- Le censure basate sulla Convenzione europea dei diritti dell'uomo in tema di proprietà richiedono che l'oggetto contestato rientri effettivamente nella nozione di "property"; crediti o garanzie accessorie possono non essere sufficienti per invocare tutela convenzionale.
- Per tutelarsi in operazioni con imprese a rischio di sequestro/prevenzione è opportuno prevedere strumenti che dimostrino il trasferimento effettivo del diritto (es. atti formali di trasferimento, pattuizioni esecutive, depositi in escrow o garanzie reali), o richiedere specifiche autorizzazioni giudiziarie ove il rischio procedurale sia noto.
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