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Sentenza

Sentenza n. 15942/2026 - Roma, Sezione 3

Giustizia amministrativa202605949

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Roma, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per gli anni scolastici 2020/21-2024/25, per complessivi 2.500 euro, e alla retribuzione professionale docenti per il 2021/22, per 641,97 euro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale Ordinario di Roma, Sezione Lavoro, pubblicata il 18 giugno 2025, notificata ai fini esecutivi il 23 giugno 2025 e passata in giudicato. Il titolo riconosceva il diritto alla carta docente per gli anni scolastici 2020/21, 2021/22, 2022/23, 2023/24 e 2024/25, per complessivi 2.500 euro, oltre interessi o rivalutazione fino all’effettiva erogazione, e al pagamento di 641,97 euro per retribuzione professionale docenti relativa al 2021/22, oltre accessori. La ricorrente ha dedotto che il Ministero non aveva adempiuto alle condanne. Il Ministero si è costituito solo formalmente e non ha fornito chiarimenti sull’esecuzione.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza: il titolo era passato in giudicato, era stato notificato nelle forme di legge ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione nei confronti delle amministrazioni. Sussisteva la competenza del TAR ai sensi dell’art. 113, comma 2, c.p.a.; inoltre, a fronte dell’allegazione dell’inadempimento, il Ministero non aveva fornito elementi idonei a dimostrare la corretta esecuzione. Il giudice ha precisato che i presupposti del diritto riconosciuto dal giudicato non sono sindacabili in sede di ottemperanza e ha ordinato al Ministero di eseguire il titolo entro 60 giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale ministeriale competente, con facoltà di delega, senza compenso e con termine di 60 giorni dalla scadenza assegnata all’Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Le ulteriori domande sono state respinte. Spese a carico del Ministero, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione ai difensori antistatari; disposta la trasmissione della sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti e all’OIV competente.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

    La disposizione disciplina il giudizio di ottemperanza nel quale il TAR ha accolto la domanda e ordinato l’esecuzione del titolo.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Nel caso di specie, la sentenza di cui si chiede l’esecuzione è regolarmente passata in giudicato ed è stata notificata nelle forme prescritte dalla legge all’Amministrazione resistente, risultando altresì decorso il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e modificato dall’art. 44, comma 3, del d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326.

    L’azione esecutiva nei confronti dell’amministrazione è stata ritenuta procedibile dopo la notificazione del titolo e il decorso del termine di 120 giorni.

  • art. 44, comma 3, d.l. 269/2003, convertito dalla l. 326/2003

    Nel caso di specie, la sentenza di cui si chiede l’esecuzione è regolarmente passata in giudicato ed è stata notificata nelle forme prescritte dalla legge all’Amministrazione resistente, risultando altresì decorso il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e modificato dall’art. 44, comma 3, del d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326.

    La norma modificativa è richiamata quale parte della disciplina del termine di 120 giorni, ritenuto decorso nel caso concreto.

  • art. 113, comma 2, c.p.a.

    Sussiste, inoltre, la competenza di questo Tribunale ai sensi di quanto previsto dall’art. 113, comma 2, c.p.a.

    La competenza per il giudizio di ottemperanza al titolo azionato è stata riconosciuta al TAR adito in base alla disposizione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, una volta accertati il passaggio in giudicato del titolo, la sua notificazione nelle forme prescritte e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione nei confronti dell’amministrazione, il giudice può ordinare all’amministrazione di adempiere entro un termine determinato.
  • In sede di ottemperanza non sono nuovamente sindacabili i presupposti del diritto già riconosciuto dal giudicato: l’amministrazione deve dare esecuzione alle statuizioni definitive.
  • A fronte dell’allegazione dell’inadempimento del titolo, la mancata produzione da parte dell’amministrazione di chiarimenti o elementi sulla corretta esecuzione consente di accogliere la domanda di ottemperanza.
  • Il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, prevedendone l’intervento per il caso di inutile decorso del termine assegnato all’amministrazione e subordinandolo alla richiesta della parte interessata.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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