Cassazione Civile, Sentenza n. 22787/2024 del 13/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La banca chiedeva l'ammissione al passivo del fallimento della CIDICI con prededuzione ex art. 182‑quinquies l.fall. per finanziamenti erogati nel quadro del piano e dell'autorizzazione concessa dal Tribunale a favore della CDC Point s.p.a., sostenendo che la prededuzione fosse opponibile alla CIDICI quale cessionaria dell'azienda; il curatore resistette contestando la opponibilità della prededuzione a soggetto diverso da quello per il quale era stata autorizzata.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso principale (ossia ha confermato che la prededuzione ex art. 182‑quinquies non si estende automaticamente a diverso soggetto/referente concorsuale quale la CIDICI) e ha accolto il ricorso incidentale del curatore relativo alla liquidazione delle spese. Il decreto del Tribunale di Pisa è stato cassato parzialmente: in decisione sul merito la Corte ha condannato Intesa SanPaolo (incorporante la Cassa di Risparmio di Firenze) a rimborsare al curatore le spese del giudizio di opposizione a stato passivo (euro 10.000,00 più oneri) e le spese del giudizio di cassazione (euro 11.200,00, di cui euro 200,00 per esborsi), con ulteriori disposizioni sul contributo unificato.
Norme richiamate
art. 182‑quinquies legge fallimentare
La prededuzione prevista dall'art. 182‑quinquies è collegata in modo nominativo e funzionale alla specifica procedura concorsuale e al soggetto a cui la autorizzazione è stata concessa; non si trasferisce automaticamente a diverso soggetto debitore che abbia successivamente assunto l'azienda, salvo che non sussista una causa legittima di prelazione o diverso presupposto normativo.
art. 111 l.fall. (par condicio creditorum)
La prededuzione rappresenta un'eccezione alla regola della par condicio creditorum, ma tale eccezione opera solo entro l'ambito della procedura concorsuale specificamente identificata che giustifica la prededuzione.
art. 111‑bis l.fall.
i crediti prededucibili vanno soddisfatti (…), tenuto conto delle rispettive cause di prelazione (…)
I crediti prededucibili possono coesistere con cause di prelazione che incidono sull'ordine di soddisfazione, ma la prededuzione rimane connessa alla procedura che l'ha determinata.
art. 2745 cod. civ.
Il privilegio si collega alla causa del credito; la Corte usa il principio per spiegare che la natura del diritto (privilegio/prededuzione) è determinata dalla causa e dal titolo del credito.
art. 1263 cod. civ.
per effetto della cessione, il credito è trasferito al cessionario con i privilegi, (…)
Il privilegio si trasferisce con la cessione del credito, mentre la Corte sottolinea che la prededuzione ha natura procedurale tale da non trasferirsi automaticamente nelle stesse modalità.
art. 1275 cod. civ.
Richiamato per spiegare che, in caso di liberazione del debitore originario, le garanzie annesse al credito si estinguono se l'obbligato non consente a mantenerle; usato per distinguere il destino delle garanzie dal destino della prededuzione.
art. 1705 cod. civ.
La regola della "spendita del nome" (imputazione degli effetti dell'attività giuridica al soggetto che ha agito) è richiamata per sostenere che gli effetti concorsuali si imputano formalmente al soggetto cui il credito è originariamente riferibile.
Direttiva (UE) 2019/1023 (artt. 17‑18 e Considerando 66‑68)
La Corte interpreta la direttiva come incentivo a finanziare la ristrutturazione del debitore specifico, precisando che l'orientamento europeo non autorizza a estendere la protezione (prededuzione) a un soggetto diverso dal debitore cui la misura è diretta.
art. 360 cod. proc. civ. (motivi di cassazione)
Norma procedurale usata per inquadrare il motivo principale di impugnazione (violazione di norme di diritto).
art. 4 d.m. 55/2014 come modificato dal d.m. 37/2018
Riferito dal ricorrente incidentale per contestare la liquidazione dei compensi: la Corte ha ritenuto applicabili i minimi tariffari e che il Tribunale avesse liquidato somme inferiori a quanto dovuto secondo la tabella ministeriale.
art. 98 l.fall.
Richiamato per inquadrare la natura del giudizio di opposizione a stato passivo (giudizio di merito davanti al Tribunale) e per la determinazione del valore della controversia ai fini delle spese.
artt. 334, 370 cod. proc. civ.; artt. 99, 384 cod. proc. civ./l.fall.; art. 13 d.P.R. 115/2002
Norme procedurali richiamate in relazione all'ammissibilità del ricorso incidentale, ai termini di notifica e al contributo unificato; la Corte conferma l'ammissibilità del ricorso incidentale tardivo nel contesto specifico e dispone indicazioni sul contributo unificato.
Massime di principio
- La prededuzione ex art. 182‑quinquies l.fall. è vincolata alla procedura concorsuale e al soggetto per il quale è stata autorizzata: non si estende automaticamente a una diversa società cessionaria dell'azienda, anche se il piano concordatario prevedeva il trasferimento dell'attività.
- I diritti reali o privilegi (ipoteca, pegno) si trasferiscono e si regolano secondo le regole civili sulla cessione; la prededuzione ha invece natura procedurale e non segue le stesse regole di traslazione automatica.
- Gli accordi negoziali tra creditori e cessionari o previsti nel piano non possono da soli creare una prededuzione opponibile alla massa fallimentare di un soggetto diverso da quello a cui la prededuzione è stata riconosciuta dalla legge/tribunale.
- L'incoraggiamento europeo ai finanziamenti per la ristrutturazione riguarda il debitore specifico e non giustifica un'interpretazione estensiva che travalichi i confini soggettivi stabiliti dall'ordinamento interno.
- In materia di spese e compensi, la liquidazione deve rispettare i minimi tariffari ministeriali (d.m.); la parte soccombente può ottenere il rimborso maggiorato se la liquidazione originaria è inferiore a tali minimi.
- Sul piano processuale, il ricorso incidentale tardivo può essere ammesso anche se investe capo autonomo della decisione o è notificato oltre termini formali, purché proposto con il controricorso e nei limiti previsti dalla giurisprudenza della Corte di cassazione.
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