Cassazione Civile, Sentenza n. 22792/2024 del 13/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le parti hanno chiesto la cessazione della materia del contendere perché hanno definito la lite tramite la procedura di definizione agevolata prevista dalla legge 31 agosto 2022, n. 130; la controversia verteva in origine su questioni connesse, tra l'altro, all'eventuale perdita dei benefici previsti dall'art. 7, comma 1, lett. i), d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, per omessa dichiarazione IMU
La decisione
La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, in accoglimento della richiesta congiunta delle parti motivata dalla definizione agevolata ai sensi della legge n. 130/2022. Le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate (art. 5, comma 5, seconda parte, legge n. 130/2022). La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità, per analogia, della misura eccezionale prevista dall'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, ritenendola sanzionatoria e di stretta interpretazione, non estendibile all'ipotesi di cessazione della materia del contendere
Norme richiamate
legge 31 agosto 2022, n. 130
Usata come base per la definizione agevolata della lite; la definizione ha consentito la cessazione della materia del contendere e il giudice ha applicato l'art. 5, comma 5, secondo cui le spese restano a carico della parte che le ha anticipate
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
La norma è considerata una misura eccezionale e sanzionatoria; la Corte ha ritenuto che non sussistono le condizioni per applicarla nel caso di sopravvenuta cessazione della materia del contendere e non è suscettibile di interpretazione estensiva o analogica per includere tale ipotesi
d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. i)
Riferimento alla questione di diritto connessa alla controversia (possibile perdita dei benefici fiscali in caso di omessa dichiarazione IMU), oggetto di causa riunita per trattazione unitamente ad altra controversia di analoga rilevanza
Massime di principio
- La definizione agevolata prevista dalla legge n. 130/2022 può determinare l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere quando le parti la perfezionano e chiedono congiuntamente la chiusura della lite
- In caso di estinzione per cessazione della materia del contendere, le spese processuali possono restare a carico della parte che le ha anticipate se previsto espressamente dalla norma di definizione agevolata (art. 5, comma 5, legge n. 130/2022)
- Le misure di natura sanzionatoria o eccezionale (es. art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002) vanno interpretate restrittivamente; non è ammessa estensione o analogia per applicarle a ipotesi non contemplate espressamente, come la cessazione della materia del contendere
- Quando le parti convergono su una soluzione stragiudiziale che perfeziona la definizione agevolata, è opportuno formalizzare esplicitamente la richiesta congiunta di estinzione e verificare le conseguenze sulle spese processuali e sui diritti sostanziali oggetto del contendere
- Prima di richiedere la cessazione per definizione agevolata, le parti dovrebbero accertare se la norma di chiusura contiene disposizioni specifiche sulle spese, sugli effetti sostanziali (es. perdite di benefici fiscali) e su eventuali limitazioni all'uso di misure sanzionatorie
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