Cassazione Penale, Sentenza n. 47076/2022 del 13/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Agostinelli era stato condannato in primo grado per estorsione ai danni di Maria Soccorsa Bonaventura: avrebbe costretto la vittima, con violenza e minaccia, a firmare una scrittura privata di riconoscimento di debito per euro 14.000 e poi assegni e cambiali. Con il ricorso in Cassazione l'imputato deduceva tre motivi: 1) insufficienza o inesistenza di minacce idonee a coartare la volontà della persona offesa (art. 629 c.p.); 2) travisamento della prova relativo alla deposizione della teste Deborah Agostinelli, che a suo dire avrebbe confermato l'esistenza di un prestito e dunque la legittimità della pretesa; 3) vizio di motivazione e errata esclusione della fattispecie meno grave prevista dall'art. 393 c.p., sostenendo che sussistessero due distinti crediti (uno personale verso la vittima e uno riferibile a rapporti col figlio della vittima) e che quindi l'agente avrebbe agito nell'esercizio di una presunta ragione di credito verso terzi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati tutti e tre i motivi: 1) ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla attendibilita delle dichiarazioni della persona offesa e sulla idoneita delle minacce, specificando che la minaccia può essere anche implicita e va valutata nel contesto concreto e nelle condizioni soggettive della vittima; 2) ha escluso il travisamento della prova riguardo alla deposizione di Deborah, ritenendola generica e insufficiente a comprovare il credito personale nella misura contestata, e ha ricordato l'alta soglia richiesta per la rilevazione del travisamento in Cassazione; 3) ha ritenuto corretta la negazione della configurabilità dell'art. 393 c.p. in quanto non risultava provato un credito personale della vittima nell'importo rivendicato, per cui la pretesa era ingiusta. Per tale declaratoria d'inammissibilita il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 629 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di estorsione. La sentenza conferma che la minaccia richiesta per il reato può essere anche implicita e deve essere valutata in relazione alle circostanze concrete, alla personalità dell'agente e alle condizioni soggettive della vittima; se idonea a incutere timore e a coartare la volontà integra il reato.
art. 393 cod. pen.
Disciplina l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La Corte ha escluso l'applicabilità perché non era provato un credito personale legittimo della vittima nella misura rivendicata; per l'esclusione del reato è necessario che l'agente abbia agito nella ragionevole convinzione della legittimità della pretesa, cosa non riconosciuta nel caso.
art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) cod. proc. pen.
Lettere che individuano i motivi di ricorso per cassazione impugnabili. La Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità: la valutazione di attendibilità delle prove e la scelta tra versioni contrapposte spetta ai giudici di merito; il vizio di travisamento della prova è cognoscibile in Cassazione solo se ricorre un errore palese e decisivo riguardo al 'significante' della prova, idoneo a disarticolare l'intera motivazione.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede le conseguenze in caso di declaratoria d'inammissibilita del ricorso, fra cui la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, valutati i profili di colpa, di una somma alla Cassa delle Ammende; applicata nella sentenza per l'importo di euro 3.000.
Massime di principio
- La valutazione della credibilità dei testi e della sussistenza della minaccia spetta in via principale ai giudici di merito; la Cassazione sindaca solo la congruità e la logicità della motivazione, non una rivalutazione dei fatti.
- Per il reato di estorsione la minaccia può essere anche implicita e deve essere valutata rispetto al contesto, alla personalità dell'agente e alle condizioni soggettive della vittima: non è necessario che la minaccia sia esplicita purché sia idonea a coartare la volontà.
- Il vizio di travisamento della prova è eccezionalmente valutabile in Cassazione e richiede la dimostrazione che il giudice di merito abbia utilizzato una prova inesistente o abbia interpretato il contenuto dell'atto istruttorio in modo manifestamente difforme dal suo significato oggettivo; semplici contrasti o diverse interpretazioni non sono sufficienti.
- L'esimente della legittima pretesa (art. 393 o fattispecie minori) richiede che l'agente abbia una ragionevole e non meramente astratta convinzione della legittimità del credito; l'esistenza di crediti (es. verso terzi) va provata con chiarezza per escludere l'ingiustizia del profitto.
- La dichiarazione d'inammissibilità di un ricorso può comportare sanzioni economiche ulteriori oltre alle spese processuali, determinate equitativamente dal giudice (art. 616 c.p.p.); pertanto il ricorso deve essere fondato e ben motivato per evitare sanzioni.
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