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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44836/2023 del 07/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Per Jankovic e Bozidarevic: si denunciava carenza e manifesta illogicità della motivazione rispetto all'elemento soggettivo del reato di riciclaggio; si sosteneva che la Corte d'appello non avesse superato la ricostruzione alternativa difensiva e avesse basato la colpevolezza sulla mera disponibilità del bene e sull'esibizione di documenti, senza provare la consapevolezza della illiceità. Per Atturi: cinque motivi (1) nullità per mancato rinvio per legittimo impedimento del difensore; (2) violazione dell'art. 649 c.p.p. per duplicazione del procedimento; (3) vizio di qualificazione giuridica del fatto e applicazione erronea della legge penale (esistenza di altra qualificazione nel procedimento anteriore); (4) insufficiente motivazione circa il contributo operativo alla contraffazione/alterazione; (5) inutilizzabilità delle dichiarazioni rese senza difensore ed impiego di tali dichiarazioni per affermare responsabilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili perché proposti con motivi generici, non consentiti o manifestamente infondati. Ha ritenuto adeguata e logica la motivazione della Corte d'appello in ordine al dolo (anche eventuale) nel reato di riciclaggio, richiamando la possibilità di desumere la consapevolezza della provenienza illecita dall'inattendibilità delle giustificazioni, dalla falsità della documentazione e dall'assenza di prove di pagamento; ha respinto tutti i motivi di Atturi (compresa la doglianza sul legittimo impedimento del difensore e la questione di cumulo/precedenza procedimentale ex art. 649 c.p.p.). Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento e ciascuno a pagare euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    La norma sul riciclaggio è stata interpretata nel senso che integra il reato sia l'alterazione materiale del bene (es. contraffazione del telaio o targa) sia operazioni che ostacolano la identificazione della provenienza illecita (es. falsificazione documenti, nazionalizzazione fittizia). Il dolo può essere desunto anche dall'inattendibilità delle spiegazioni sul possesso.

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla duplicazione di procedimenti: la Corte ha applicato il principio che, se l'azione penale è stata esercitata prima in un procedimento, in caso di duplicazione quello successivo può essere dichiarato non procedibile; nel caso di specie l'azione nel processo impugnato era anteriore e quindi non vi era motivo di applicare la non procedibilità.

  • art. 102 cod. proc. pen.

    Riferita alla possibilità di nominare un sostituto difensore: la Corte ha ricordato che l'impossibilità del difensore di nominare un sostituto non è giustificazione sufficiente per dichiarare legittimo impedimento se non è stata adeguatamente documentata e tempestivamente comunicata.

  • art. 420-ter, comma 5 cod. proc. pen. (richiamato dalla giurisprudenza)

    Citato implicitamente nei criteri per valutare il legittimo impedimento del difensore: l'impedimento deve essere prospettato appena conosciuta la contemporaneità degli impegni e motivato secondo i requisiti giurisprudenziali indicati dalle Sezioni Unite.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata per la condanna alle spese del procedimento e sanzioni pecuniarie a seguito dell'inammissibilità dei ricorsi.

  • art. 23, comma 8 D.L. 28/10/2020, n.137 (convertito)

    Richiamato in relazione alla trattazione scritta del procedimento in Cassazione; la trattazione per iscritto è stata applicata in assenza di richiesta tempestiva di discussione orale.

Massime di principio

  • In reati di riciclaggio la consapevolezza della provenienza illecita può essere desunta anche dall'inattendibilità o omissione di spiegazioni sul possesso del bene, dalla falsità della documentazione e dall'assenza di prove di pagamento: non è necessario un atto diretto di ammissione.
  • Il dolo eventuale è configurabile nel riciclaggio quando l'agente si rappresenta la possibilità della provenienza illecita e accetta il rischio; la prova può fondarsi su indizi logici e coerenti ricavati dagli atti probatori.
  • Le eccezioni procedurali relative al legittimo impedimento del difensore richiedono comunicazione tempestiva e motivazione puntuale (impossibilità reale di nominare un sostituto o indicazione delle ragioni che rendono essenziale la presenza): la mancata osservanza di questi requisiti rende inammissibile la richiesta di rinvio.
  • In caso di procedimenti duplicati prevale la regola della priorità dell'esercizio dell'azione penale: il procedimento instaurato successivamente può essere dichiarato non procedibile ai sensi dell'art. 649 c.p.p.
  • Le dichiarazioni spontanee o rese nell'immediatezza non sono automaticamente inutilizzabili: possono essere valutate nel quadro dell'onere di allegazione dell'imputato che deve fornire un'"attendibile spiegazione" dell'origine del possesso, senza che ciò imponga un onere probatorio negativo.
  • Per contestare la motivazione in Cassazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p. (manifesta illogicità) la difesa deve offrire una ricostruzione inconfutabile e sostenuta dagli elementi processuali, non una mera ipotesi alternativa.

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