Cassazione Penale, Sentenza n. 404/2024 del 05/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di restituzione in termini per proporre impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Roma del 13/02/2023. Il ricorrente sostiene che il precedente difensore non lo informò dei termini per impugnare, non presentò l'impugnazione e trattenne gli atti, restituendoli solo il 20/07/2023, rendendo così impossibile la tempestiva impugnazione
La decisione
Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la causa addotta (negligenza del difensore) non configuri caso fortuito o forza maggiore ai sensi dell'art. 175 c.p.p. e che il ricorrente non abbia assolto l'onere di vigilanza né prodotto prove concrete della impossibilità sopravvenuta. Si è inoltre rilevato un ritardo del ricorrente nella nomina del nuovo difensore (circa sette mesi). Per questi motivi è stata respinta la richiesta di restituzione dei termini e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro tremila per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
Norme richiamate
art. 175, comma 1, cod. proc. pen.
consente la rimessione in termini soltanto in ipotesi di caso fortuito o forza maggiore
La norma è stata interpretata nel senso che solo eventi estranei e imprevedibili (caso fortuito o forza maggiore) giustificano la restituzione in termini; la negligenza o il cattivo adempimento del difensore di fiducia non rientrano di per sé in queste ipotesi, salvo che emergano circostanze concrete che dimostrino l'impossibilità assoluta per la parte di adempiere
art. 611 cod. proc. pen.
procedura ai sensi dell'art. 611 cod. proc. pen.
L'art. 611 è richiamato in relazione alla modalità di trattazione del ricorso davanti alla Corte di Cassazione; non incide sul merito della rimessione ma sul rito con cui è stata esaminata la istanza
Massime di principio
- La semplice negligenza o l'inesatto adempimento del difensore non sono automaticamente equiparabili a caso fortuito o forza maggiore: per ottenere la rimessione in termini occorre provare un impedimento effettivo, inevitabile ed estraneo alla volontà della parte
- L'assistito ha un onere di vigilanza sull'operato del difensore: ritardi nella nomina di un nuovo difensore o nell'attivarsi per recuperare gli atti possono indebolire la richiesta di rimessione
- È necessario fornire prove concrete e documentate delle circostanze che avrebbero reso impossibile la proposizione tempestiva dell'impugnazione (es. documentazione che dimostri il comportamento impeditivo del difensore o eventi sopravvenuti realmente imprevedibili)
- Eventi eccezionali e assolutamente imprevedibili (es. decesso improvviso e tempestivamente documentato del difensore con evidenze temporali collegate alla scadenza del termine) possono giustificare la rimessione, ma vanno distinti dalla mera negligenza
- L'inerzia prolungata della parte (mancata nomina di nuovo difensore per un periodo rilevante) è valutata negativamente e può portare al rigetto dell'istanza
- In caso di inammissibilità della richiesta di rimessione, il ricorrente può essere condannato alle spese e, se sussistono profili di colpa, a sanzioni come l'ammenda; perciò è consigliabile agire tempestivamente e conservare documentazione che attesti i fatti impeditivi
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