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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30092/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente, legale rappresentante della "Macropharm s.r.l.", era stata sottoposta a misura interdittiva (divieto temporaneo di esercitare l'attivitaà d'impresa e di rivestire uffici direttivi per 6 mesi) per il reato di indebita compensazione di crediti inesistenti (art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000), in relazione all'utilizzo di personale assunto formalmente da societaà fittizie e al ricorso a compensazioni con crediti ritenuti inesistenti per complessivi euro 78.818,72. Anzalone impugnava l'ordinanza presentando sette motivi: tra gli altri, contestava il superamento della soglia di punibilitaà (suddivisione per annualitaà), la rilevanza degli oneri contributivi ai fini dell'art. 10-quater, la mancanza dell'elemento soggettivo (dolo o dolo eventuale) e l'assenza del pericolo di reiterazione rilevante ai fini cautelari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto parzialmente fondati i motivi: ha respinto le censure sul computo della soglia di punibilitaà (confermando che il superamento dei 50.000 euro va valutato unitariamente e annualmente e che rilevano compensazioni effettuate anche per debiti contributivi tramite il modello F24), ma ha accolto le censure riguardanti l'insufficienza di gravi indizi in ordine al dolo (terzo, quarto, quinto e sesto motivo) e l'assenza di adeguata motivazione sul pericolo di reiterazione (settimo motivo). Per tali ragioni l'ordinanza impugnata eè stata annullata con rinvio per nuovo giudizio, con istruzioni al giudice di merito di valutare nuovamente, nel rispetto della regola di giudizio a favore dell'indagato in caso di dubbio, se sussistano gravi indizi di colpevolezza riguardo alla consapevolezza o accettazione del rischio circa l'uso di crediti inesistenti e, solo in caso di accertamento di tali indizi, di riesaminare la sussistenza delle esigenze cautelari ex art. 274 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000

    importo annuo superiore ai cinquantamila euro

    La Corte interpreta la soglia di punibilitaà come riferita all'ammontare unitario e complessivo delle compensazioni effettuate in un singolo anno mediante crediti inesistenti, indipendentemente dall'anno d'imposta cui si riferiscono i debiti compensati; inoltre ritiene che la fattispecie possa riguardare debiti sia tributari sia di altra natura quando il pagamento avviene con il modello F24

  • art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003

    entro il termine di due anni dalla cessazione dell'appalto

    Disposizione che riconosce la responsabilitaà solidale del committente per i debiti retributivi e previdenziali dell'appaltatore per il periodo dell'appalto; la Corte rileva che questa solidarietaà non basta di per se stessa a dimostrare la consapevolezza o il dolo dell'imprenditore committente

  • art. 287 cod. proc. pen.

    l'art. 287 cod. proc. pen. indica come necessario presupposto applicativo reati sanzionati con pena superiore nel massimo a tre anni

    Richiamata nella discussione circa l'idoneitaà della fattispecie a fondare misure cautelari personali: il quadro penale dell'ipotesi concreta deve consentire l'adozione di misure proporzionate e previste dal codice

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai presupposti della misura: disciplina i limiti e le modalitaà di applicazione di misure interdittive; la Corte ha esaminato la correttezza dell'applicazione valutando la sussistenza dei presupposti fattuali (in particolare il pericolo di reiterazione)

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Prevede fra le esigenze cautelari il pericolo di reiterazione; la Corte ha ritenuto che il giudice del riesame non abbia adeguatamente considerato il tempo trascorso dall'ultima condotta contestata (2019) e l'assenza di fatti successivi idonei a fondare il pericolo di reiterazione

Massime di principio

  • Ai fini dell'art. 10-quater d.lgs. 74/2000 la soglia di punibilitaà (50.000 euro) va valutata in termini unitari e annuali sul totale delle compensazioni effettuate mediante crediti inesistenti, senza frazionamento automatizzato per ciascuna imposta o per ciascun anno d'imposta
  • Le compensazioni effettuate con il modello F24 che coinvolgono oneri contributivi possono rientrare nella disciplina dell'indebita compensazione, quindi il dato quantitativo puoò comprendere anche debiti previdenziali quando il pagamento eè realizzato con lo stesso meccanismo
  • In sede cautelare l'accertamento del dolo (anche del dolo eventuale) richiede indizi concreti e non deduzioni generiche — la responsabilitaà solidale del committente non equivale automaticamente alla consapevolezza di condotte evasive dell'appaltatore
  • La regola di interpretazione a favore dell'imputato in caso di dubbio deve guidare la valutazione dei gravi indizi cautelari: se esistono significati alternativi a un fatto probatorio, va privilegiata l'interpretazione favorevole all'indagato salvo elementi univoci contrari
  • Per fondare misure interdittive per pericolo di reiterazione occorrono elementi che mostrino attualitaà e concretezza del pericolo: condotte cessate da tempo e l'assenza di comportamenti successivi idonei a dimostrare una volontaà di reiterare riducono la sussistenza del presupposto cautelare
  • In caso di vizio motivazionale o insufficienza degli indizi sul dolo o sul pericolo di reiterazione, la Cassazione puoò annullare il provvedimento cautelare con rinvio per nuovo esame del giudice di merito

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